<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>tempovissuto</title>
	<atom:link href="http://www.tempovissuto.it/index.php?feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.tempovissuto.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Sep 2010 10:53:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>Le strade di Londra: la città osservata dai punti meno tradizionali.</title>
		<link>http://www.tempovissuto.it/?p=2005</link>
		<comments>http://www.tempovissuto.it/?p=2005#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 20:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[artisti di strada]]></category>
		<category><![CDATA[british museum]]></category>
		<category><![CDATA[camden town]]></category>
		<category><![CDATA[city]]></category>
		<category><![CDATA[columbia road]]></category>
		<category><![CDATA[covent garden]]></category>
		<category><![CDATA[east end]]></category>
		<category><![CDATA[eye]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>
		<category><![CDATA[metropolitana londra]]></category>
		<category><![CDATA[museo storia naturale]]></category>
		<category><![CDATA[oxford street]]></category>
		<category><![CDATA[strade londra]]></category>
		<category><![CDATA[tamigi]]></category>
		<category><![CDATA[tower bridge]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempovissuto.it/?p=2005</guid>
		<description><![CDATA[<img align="left" src="http://www.tempovissuto.it/images/news/newssett010/anteprima/13.jpg">La città di Londra è ricchissima di celeberrime attrazioni, ma è essa stessa, le sue strade e la sua gente, a costituire il vero motivo per cui vale davvero la pena visitarla.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>La città di Londra è ricchissima di celeberrime attrazioni, ma è essa stessa, le sue strade e la sua gente, a costituire il vero motivo per cui vale davvero la pena visitarla.</em>  </p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 472px"><img title="Violinisti nel mercatino di Covent Garden" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/londra1/1.jpg" alt="Violinisti nel mercatino di Covent Garden" width="462" height="299" /><p class="wp-caption-text">Violinisti nel mercatino di Covent Garden</p></div>
<p style="text-align: justify;">Non è per niente semplice descrivere una città come Londra. Sarebbe come descrivere nel dettaglio una persona reale…una persona piuttosto bizzarra! Qualsiasi guida turistica, anche se ben scritta, può aiutarvi solo limitatamente. Le attrazioni turistiche sono senza dubbio eccezionali, d’altra parte stupire è proprio ciò che ci si aspetta esse facciano. Nulla è però paragonabile alla città in sé, spogliata dei luoghi strafamosi da depliant pubblicitario.<br />
La vera attrazione è l’interazione che si vive solo di persona; sono le strade, l’aria, i suoni e gli odori che rendono Londra tanto speciale. Come in una sorta di enorme teatro all’aperto potreste essere intrattenuti da attori professionisti tanto quanto dalle persone comuni, ignari attori improvvisati che vi delizieranno con la loro <strong>eccentricità</strong>.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 484px"><img title="Studenti di arte nel British Museum" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/londra1/2.jpg" alt="Studenti di arte nel British Museum" width="474" height="291" /><p class="wp-caption-text">Studenti di arte nel British Museum</p></div>
<p style="text-align: justify;">Antica e moderna insieme, potreste percorrere <strong>Oxford Street</strong>, la strada dello shopping estremo, e sentirvi proiettati ben oltre il 2010, ma vi basterebbe alzare lo sguardo verso i tetti degli edifici perché i <strong>comignoli</strong> dell’‘800, magnificamente conservati, vi trasferiscano all’istante tra le pagine di un vecchio romanzo di Dickens.<br />
Attraversare il <strong>Tower Bridge</strong> è certamente un’emozione straordinaria, soprattutto se si ha l’occasione di vederlo aprirsi per il passaggio di qualche grossa imbarcazione; si rimane ugualmente stupefatti, però, anche nel ritrovarsi tra decine di sconosciuti ad ascoltare l’ottima musica che gli <strong>artisti di strada</strong> offrono per qualche penny nelle fermate della metropolitana.<br />
La <strong>metropolitana</strong> è  un’altra caratteristica spettacolare di questa città. Come un vero e proprio sistema circolatorio, la sua efficienza e la sua puntualità sono divenuti un tale motivo di vanto per i Londinesi da trasformare questo mezzo di trasporto in un vero e proprio logo di Londra.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 492px"><img title="Museo di Storia Naturale" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/londra1/3.jpg" alt="Museo di Storia Naturale" width="482" height="314" /><p class="wp-caption-text">Museo di Storia Naturale</p></div>
<p style="text-align: justify;">Qui la parola magica è camminare: che abbiate o meno una meta prestabilita nulla è paragonabile al percorso che vi porterà ad essa.<br />
Una visita all’imponente cattedrale di <strong>St. Paul</strong> non avrebbe senso senza poi commuoversi nel leggere le centinaia di nomi incisi sul monumento che, proprio davanti alla cattedrale, ricorda i caduti durante l’incendio che divampò nella City nel 1666.<br />
Se, come me, adorate i musei, allora siete fortunati: quasi tutti sono ad ingresso gratuito. È un emozione indescrivibile trovarsi nel <strong>British Museum</strong>, separati solo daun vetro dalla Stele di Rosetta, la chiave per la decifrazione della scrittura geroglifica. E anche qui non mancano le sorprese: tra i resti del Partenone, infatti, mi ritrovo circondato da bravissimi studenti di arte concentrati nel ritrarre queste antichissime opere. È nel <strong>Museo di Storia Naturale</strong>, però, che trovo il mio vero paradiso; camminare accanto a ritrovamenti vecchi di milioni di anni è un’opportunità che va sfruttata.<br />
Di nuovo in strada, alla ricerca degli artisti che popolano il mercatino di <strong>Covent Garden</strong>, rendendolo degno della propria fama. Ballerini di limbo che sfiorano il terreno, equilibristi, maghi e attori; qui è normale perdere il senso del tempo. Rimango esterrefatto dalla bravura di un gruppo di violinisti che, oltre a suonare magnificamente, danzano e intrattengono il pubblico interagendo con chiunque gli si avvicini.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 495px"><img title="Il mercatino dei fiori in Columbia Road" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/londra1/4.jpg" alt="Il mercatino dei fiori in Columbia Road" width="485" height="300" /><p class="wp-caption-text">Il mercatino dei fiori in Columbia Road</p></div>
<p style="text-align: justify;">Solo di domenica, in <strong>Columbia Road</strong>, nella parte est della City, è possibile visitare il famoso mercatino dei fiori, reso ancor più caratteristico dai negozietti che costeggiano la strada. Proprio questi ultimi ripropongono il contrasto tra antichità e modernità: in rapida successione, infatti, è possibile trovare laboratori di arte moderna e botteghe di antiquariato in cui sono esposti servizi da tè di inizio ‘900. Sulla stessa strada, davanti ad un vecchio pub, si esibisce regolarmente un trio di musicisti con ballate inglesi che si potrebbero ascoltare per ore. D&#8217;altronde <strong>l’East End</strong> di Londra, una volta dominata dai gangster come i gemelli Kray, è oggi abitata per lo più proprio da artisti. Da uno dei club in cui sono soliti incontrarsi mi capita di poter avere una splendida vista dall’alto di questa zona della città.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 470px"><img title="Il mercato di Camden Town" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/londra1/5.jpg" alt="Il mercato di Camden Town" width="460" height="303" /><p class="wp-caption-text">Il mercato di Camden Town</p></div>
<p style="text-align: justify;">Per avere, però, la migliore visuale di Londra nel suo insieme, non bisogna mancare all’appuntamento con il <strong>London</strong> <strong>Eye</strong>, la gigantesca ruota panoramica sul <strong>Tamigi</strong>. Anche se è una delle mete tradizionali essa rimane un’esperienza che va fatta.<br />
Infine, se si vuole incontrare la già citata eccentricità londinese nella sua essenza, non c’è luogo migliore da visitare del mercato di <strong>Camden Town</strong>. Come Alice che attraversa lo specchio, vi ritroverete immersi in un mondo che sfiora l’assurdo. Facilmente potreste perdere l’orientamento tra le bancarelle e i negozietti che occupano un’area piuttosto estesa. Più di tutto, però, sarà la varietà e spesso la stranezza degli articoli esposti a farvi sentire spaesati. Indumenti, cappelli, oggetti, tutti con forme e colori bizzarri. Chioschi che vendono cibi dei paesi più vari: Messico, Tailandia, Giappone, India, la scelta tocca a voi.<br />
Pochi giorni bastano per una visita nei luoghi più noti, ma prolungando la permanenza si viene inevitabilmente a contatto con l’anima della città e non si può far altro che innamorarsene.</p>
<p style="text-align: right;">Davide Lepore </p>



Condividi:


	<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D2005&amp;t=Le%20strade%20di%20Londra%3A%20la%20citt%C3%A0%20osservata%20dai%20punti%20meno%20tradizionali." title="Facebook"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/facebook.png" title="Facebook" alt="Facebook" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=edit&amp;bkmk=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D2005&amp;title=Le%20strade%20di%20Londra%3A%20la%20citt%C3%A0%20osservata%20dai%20punti%20meno%20tradizionali." title="Google"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/googlebookmark.png" title="Google" alt="Google" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="mailto:?subject=Le%20strade%20di%20Londra%3A%20la%20citt%C3%A0%20osservata%20dai%20punti%20meno%20tradizionali.&amp;body=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D2005" title="E-mail this story to a friend!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/email_link.png" title="E-mail this story to a friend!" alt="E-mail this story to a friend!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="https://favorites.live.com/quickadd.aspx?marklet=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D2005&amp;title=Le%20strade%20di%20Londra%3A%20la%20citt%C3%A0%20osservata%20dai%20punti%20meno%20tradizionali." title="Live"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/live.png" title="Live" alt="Live" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D2005&amp;t=Le%20strade%20di%20Londra%3A%20la%20citt%C3%A0%20osservata%20dai%20punti%20meno%20tradizionali." title="MySpace"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/myspace.png" title="MySpace" alt="MySpace" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="javascript:window.print();" title="Print this article!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/printer.png" title="Print this article!" alt="Print this article!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D2005" title="Technorati"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/technorati.png" title="Technorati" alt="Technorati" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/home?status=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D2005" title="TwitThis"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/twitter.gif" title="TwitThis" alt="TwitThis" class="sociable-hovers" /></a>


<br/><br/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tempovissuto.it/?feed=rss2&amp;p=2005</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Hammam, un tuffo nella storia</title>
		<link>http://www.tempovissuto.it/?p=1969</link>
		<comments>http://www.tempovissuto.it/?p=1969#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 17:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[alhambra]]></category>
		<category><![CDATA[andalusia]]></category>
		<category><![CDATA[bagno arabo]]></category>
		<category><![CDATA[bagno turco]]></category>
		<category><![CDATA[granada]]></category>
		<category><![CDATA[hammam]]></category>
		<category><![CDATA[massaggio]]></category>
		<category><![CDATA[oriente]]></category>
		<category><![CDATA[piedra caliente]]></category>
		<category><![CDATA[rilassante]]></category>
		<category><![CDATA[rilassarsi]]></category>
		<category><![CDATA[sala acqua fredda]]></category>
		<category><![CDATA[sala calda]]></category>
		<category><![CDATA[spagna]]></category>
		<category><![CDATA[sultano]]></category>
		<category><![CDATA[vapore]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi rilassanti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempovissuto.it/?p=1969</guid>
		<description><![CDATA[<img align="left" src="http://www.tempovissuto.it/images/news/newssett010/anteprima/4.jpg">È quasi per caso che mi sono imbattuto in quella che può essere considerata allo stesso tempo un‘esperienza sensoriale e un viaggio tra le pieghe della storia; entrate anche voi insieme a me, da una piccola porticina nascosta, nelle atmosfere di mondi lontani...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>È quasi per caso che mi sono imbattuto in quella che può essere considerata allo stesso tempo un‘esperienza sensoriale e un viaggio tra le pieghe della storia; entrate anche voi insieme a me, da una piccola porticina nascosta, nelle atmosfere di mondi lontani&#8230;</em></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 452px"><img title="Sala calda" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/granada/1.jpg" alt="Sala calda" width="442" height="276" /><p class="wp-caption-text">Sala calda</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Granada:</strong> tutto è iniziato per caso passeggiando per le sue vie cariche di storia e di architettura moresca. In un vicolo apparentemente uguale a tutti gli altri ai piedi della maestosa <strong>Alhambra</strong>, posizionato dietro la vecchia moschea, che ora è diventata la chiesa di S. Anna, scopro l’esistenza di un bagno arabo: <strong>l’Hammam</strong>. Per la precisione il primo a riaprire i battenti nel XX secolo, cinque secoli dopo la cacciata dei Mori e la chiusura di tutti i bagni pubblici della tradizione araba.<br />
Non ho ben chiaro cosa attendermi quando salgo la scalinata, da cui accedo attraverso una piccola porticina situata nel mezzo di un vecchio fabbricato color ocra. Gli interni sono celati da luci soffuse e l’impressione è quella di essere sulla soglia di un mondo segreto. La struttura funziona rigorosamente a numero chiuso, con ricambio circa ogni due ore , e questo fa sì che non ci siano mai più di dieci o quindici persone contemporaneamente all’interno. L’ingresso che viene proposto comprende, oltre alle vasche, anche un massaggio di quindici minuti. Dopo aver sbrigato le formalità alla reception vengo fatto accomodare nello spogliatoio e da qui accedo finalmente alle stanze dell’hammam.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 434px"><img title="Bagno di vapore" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/granada/2.jpg" alt="Bagno di vapore" width="424" height="286" /><p class="wp-caption-text">Bagno di vapore</p></div>
<p style="text-align: justify;">
Mi ritrovo subito davanti un grazioso angolo salotto a disposizione degli ospiti per rilassarsi bevendo thè alla menta, e pochi metri più avanti in un angolo in marmo bianco con muri decorati a mosaico la vasca dell’acqua fredda fa bella mostra di sé. Proseguo oltre, attraverso un passaggio ad arco basso e ricurvo e ben presto ne capisco il motivo: oltre di esso l’aria è calda e umida e tra luci soffuse, il ribollire dell’acqua si fonde alle musiche arabo-andaluse che si spandono e si contraggono nell’aria.<br />
Camminando rigorosamente scalzo sul pavimento caldo vado ad immergermi nella <strong>vasca dell’acqua tiepida</strong>, una splendida piscina incastonata tra colonne di marmo con fontane e cascate d’acqua. Il palazzo risale al XIII secolo, la locandina all’entrata dice che durante gli scavi di restauro furono trovati al suo interno antichi pozzi d’acqua e questo lascia pensare quindi che questo hammam sia rinato sulle sue ceneri come un’araba fenice. A dire il vero bastano le <strong>geometrie perfette</strong> dei suoi mosaici, i <strong>giochi d’acqua</strong> e la sapiente illuminazione a farmi credere di aver varcato una porta dimensionale e per rendersi conto della magia del luogo, basta dire che mi trovo al primo piano dello stabile ma l’impressione è quella di essere sottoterra.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 510px"><img title="Sala Fredda" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/granada/4.jpg" alt="Sala Fredda" width="500" height="328" /><p class="wp-caption-text">Sala Fredda</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il rituale prosegue e passo dalla vasca di acqua tiepida a quella dell’<strong>acqua calda</strong>, che si trova nella stanza a fianco tra pareti verticali finemente decorate. Per immergersi del tutto è necessario sdraiarsi completamente ed il calore provoca un istantaneo senso di totale abbandono e spossatezza. La musica continua a danzare nell’aria portando con sé i profumi speziati della cannella che si vaporizzano dai profumatori a candela posizionati sapientemente in punti strategici della stanza, pochi metri oltre il bordo piscina un angolo relax permette di rimettersi in forze prima di riattraversare lo stretto cunicolo ed immergersi completamente nella <strong>vasca di acqua fredda</strong>; lo shock è fisicamente forte, è un risveglio brusco che non riesce però a strapparmi completamente da questo mondo evanescente e lontano nel tempo.<br />
Il corpo stimolato e rivitalizzato da questa esperienza è ora pronto per il bagno di vapore. La stanza non è molto spaziosa e la grande quantità di umidità non permette quasi di vedere l’altro lato; mi sdraio supino ad occhi chiusi e con respiri profondi mi lascio cullare dai <strong>suoni orientali</strong> e dalle immagini dei mosaici che ornano ininterrotte tutte le stanze dell’hammam. Non fatico a capire perché nella cultura araba le figure geometriche assumano una simbologia religiosa così importante; sembra infatti che oltre ad ovviare al problema di non poter raffigurare Dio ed i suoi profeti, queste forme siano un‘ottima fonte per liberare la mente da ogni pensiero ed avvicinarsi in questo modo ad Allah.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 324px"><img title="Sala della Pietra Calda" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/granada/5.jpg" alt="Sala della Pietra Calda" width="314" height="424" /><p class="wp-caption-text">Sala della Pietra Calda</p></div>
<p style="text-align: justify;">
Sento il rumore della porta che si apre, è giunto il mio turno per il <strong>massaggio</strong>. Lascio la stanza di vapore e aggirando la piscina di acqua tiepida avanzo, sotto di me una scalinata che scende, poi la vista si apre su di un lungo corridoio, al termine del quale, dopo aver attraversato due semi-atri, se ne apre uno più grande illuminato dalla tenue luce dei lucernai, con al centro la <strong>Piedra Caliente</strong> ed una bellissima fontana che zampilla acqua sullo sfondo. Una doccia fredda, e vengo fatto accomodare prono sul lettino. Sento la presenza della massaggiatrice alle mie spalle poi le sue mani, abbondantemente cosparse d’olio, scivolano da prima sulle gambe salendo poi su lungo la schiena; è un massaggio soave che mira a solleticare i sensi facendo in modo che il corpo si liberi della tensione residua. La mente è totalmente rapita dalla musica ipnotica ed ora che è privata del senso della vista, non le resta che costruire un’immagine a somiglianza dell’istante per fissarlo in sé. Le dita scivolano ora leggere e sinuose come una ballerina velata che si esibisce nella danza del ventre e ho l’impressione di essere stato catapultato nell’<strong>Andalusia </strong>moresca alla corte dell’ultimo <strong>sultano</strong> di Spagna.<br />
Il mondo di fuori non c’è più, cancellato dalla mente e dalla realtà, scomparso in una nuvola evanescente portata via da una litania orientale e da un soffio di vento del Sahara.</p>
<p style="text-align: right;">Daniele Pistoni</p>
<p style="text-align: left;">Le foto sono state gentilmente concesse da “<a href="http://www.hammamspain.com/" target="_blank">Hammam de Al-Andalus</a>”</p>



Condividi:


	<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1969&amp;t=Hammam%2C%20un%20tuffo%20nella%20storia" title="Facebook"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/facebook.png" title="Facebook" alt="Facebook" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=edit&amp;bkmk=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1969&amp;title=Hammam%2C%20un%20tuffo%20nella%20storia" title="Google"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/googlebookmark.png" title="Google" alt="Google" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="mailto:?subject=Hammam%2C%20un%20tuffo%20nella%20storia&amp;body=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1969" title="E-mail this story to a friend!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/email_link.png" title="E-mail this story to a friend!" alt="E-mail this story to a friend!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="https://favorites.live.com/quickadd.aspx?marklet=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1969&amp;title=Hammam%2C%20un%20tuffo%20nella%20storia" title="Live"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/live.png" title="Live" alt="Live" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1969&amp;t=Hammam%2C%20un%20tuffo%20nella%20storia" title="MySpace"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/myspace.png" title="MySpace" alt="MySpace" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="javascript:window.print();" title="Print this article!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/printer.png" title="Print this article!" alt="Print this article!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1969" title="Technorati"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/technorati.png" title="Technorati" alt="Technorati" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/home?status=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1969" title="TwitThis"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/twitter.gif" title="TwitThis" alt="TwitThis" class="sociable-hovers" /></a>


<br/><br/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tempovissuto.it/?feed=rss2&amp;p=1969</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scoprire il cuore delle Marche</title>
		<link>http://www.tempovissuto.it/?p=1966</link>
		<comments>http://www.tempovissuto.it/?p=1966#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 17:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[castelleone di sausa]]></category>
		<category><![CDATA[corinaldo]]></category>
		<category><![CDATA[festa cipolla]]></category>
		<category><![CDATA[fiume cesano]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
		<category><![CDATA[mura medievali]]></category>
		<category><![CDATA[s. costanzo]]></category>
		<category><![CDATA[sagra polenta]]></category>
		<category><![CDATA[santa vittoria]]></category>
		<category><![CDATA[suasa]]></category>
		<category><![CDATA[terre di rossini e raffaello]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[valle madonna grazie]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi & Turismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempovissuto.it/?p=1966</guid>
		<description><![CDATA[<img align="left" src="http://www.tempovissuto.it/images/news/newssett010/anteprima/3.jpg">Con il mare alle spalle e le montagne all’orizzonte, in viaggio tra le colline marchigiane. Immersi nel centro della regione, a cavallo tra le province di Ancona e Pesaro-Urbino, tre tesori racchiusi nella Valle del Cesano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Con il mare alle spalle e le montagne all’orizzonte, in viaggio tra le colline marchigiane. Immersi nel centro della regione, a cavallo tra le province di Ancona e Pesaro-Urbino, tre tesori racchiusi nella Valle del Cesano.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 453px"><img title="Vista su campagna e mare dalla strada panoramica Santa Vittoria" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/marche/1.jpg" alt="Vista su campagna e mare dalla strada panoramica Santa Vittoria" width="443" height="293" /><p class="wp-caption-text">Vista su campagna e mare dalla strada panoramica Santa Vittoria</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ci passo quasi ogni giorno ma come succede spesso per ciò che è vicino e fruibile, non avevo ancora dedicato tempo a cogliere l’invito accogliente e suggestivo che un cartello all’inizio della strada statale 424 mi rivolgeva. “Benvenuti nelle terre di Rossini e Raffaello”.<br />
Lascio la rumorosa strada statale 16 che collega le località balneari di Senigallia e Marotta, per addentrarmi nella Valle <strong>del fiume Cesano</strong>, che si estende dal versante orientale dell’Appennino centrale marchigiano, dominato dal Monte Catria, fino al Mare Adriatico. La valle ha un raggio di circa 50 Km e si snoda tra le province di Ancona e Pesaro Urbino, che giocheranno a rincorrersi più volte lungo la strada.<br />
Il ferragosto appena passato ha rubato il caldo dell’estate e le cicale ormai suonano solo un sottofondo leggero mentre attraverso il ponte sul fiume, tanto povero d’acqua in questo periodo dell’anno quanto generoso di fertilità dopo l’estate, che la sua valle ricambia proteggendone le sponde con un caratteristico bosco ripariale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignright" style="width: 472px"><img title="San Costanzo, la Torre dell’orologio su piazza Perticari " src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/marche/2.jpg" alt="San Costanzo, la Torre dell’orologio su piazza Perticari " width="462" height="267" /><p class="wp-caption-text">San Costanzo, la Torre dell’orologio su piazza Perticari </p></div>
<p style="text-align: justify;">
Ho selezionato tre fermate tra le numerose interessanti. Le città di <strong>S. Costanzo, Castelleone di Sausa e Corinaldo</strong>. Comuni densi di arte, spiritualità, tradizioni, appoggiati su una natura morbida e rilassante. Non toccherò le estremità della valle, mare e montagna, perché voglio stare a contatto col cuore della mia regione.<br />
<strong>S. Costanzo</strong> è in <strong>cima alla strada panoramica di Santa Vittoria</strong>, lungo la quale posso sentire ancora il profumo di mare, mentre già assaporo i colori caldi della campagna. I girasoli sono piegati e bruciati dal sole, il giallo oro è diventato marrone intenso, le corolle sono secche ma ancora sanno piegare la testa e guardare il mare, che a quest’ora si distingue ancora dal cielo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 484px"><img title="Le colline marchigiane nella loro naturale fantasia patchwork" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/marche/3.jpg" alt="Le colline marchigiane nella loro naturale fantasia patchwork" width="474" height="311" /><p class="wp-caption-text">Le colline marchigiane nella loro naturale fantasia patchwork</p></div>
<p style="text-align: justify;">I simpatici sancostanzesi sono fieri della loro <strong>sagra polentara</strong>, la più antica della regione e del bellissimo teatro settecentesco “<strong>La Concordia</strong>”, affacciato sulla centrale piazza Perticari, situata ai piedi dell’imponente complesso teatro, chiesa, torre dell’orologio. Per approfondire la visita del territorio, dal centro è possibile addentrarsi nella <strong>Valle della Madonna delle Grazie</strong>, interessante percorso ecologico-culturale localmente indicato come Valle dei Tufi per le brillanti formazioni marine risalenti al pliocene che ne compongono le pareti.<br />
Ridiscendo tornando sulla 424 per proseguire il cammino. Coltivazioni di grano, girasole, barbabietole, vigneti, frutteti, uliveti, filari di cipressi e gelsi, aceri ed olmi rendono il passaggio eterogeneo. Si susseguono piccolissimi centri abitati, quelli con bocciofila, chiesa e piccolo alimentari, in cui gli occhi delle signore nascoste dietro le persiane e dei mariti seduti al bar mi seguono attenti mentre fermo con la fotocamera quel tempo già immobile.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignright" style="width: 246px"><img title="Percorso delle mura medievali di Corinaldo" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/marche/4.jpg" alt="Percorso delle mura medievali di Corinaldo" width="236" height="314" /><p class="wp-caption-text">Percorso delle mura medievali di Corinaldo</p></div>
<p style="text-align: justify;">La pianura e le coltivazioni ampie si sono trasformate in quelle colline colorate, prima lontane, ora scese a ridosso della strada, ma il passaggio dall’una all’altra si è sviluppato con dolcezza. Sì, i <strong>colli marchigiani</strong> sono belli, soprattutto per la varietà di colori che offrono. Sfumature di toni di verde, giallo, marrone, alternati tra loro, compongono una coperta patchwork naturale.<br />
Al bivio le indicazioni mi invitano a girare a sinistra per <strong>Corinaldo</strong>. La città fortificata è racchiusa tra le <strong>mura</strong> <strong>medievali</strong> meglio conservate ad oggi esistenti. Bandiera arancione e borgo più bello d’Italia nel 2007, ospita uno dei più suggestivi festival di Halloween in Europa. Girando attorno al centro storico, salgo e scendo sulle terrazze e sulle torri accessibili, ricontattando con lo sguardo le colline che avvolgono il paese. Di notte la città assume un aspetto misterioso e fiabesco, che merita certamente la possibile scelta di un pernottamento se si ha tempo a disposizione. Lascio l’allegria dei vicoli tortuosi e parto per l’ultima tappa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 465px"><img title="Vista del tramonto da Castelleone di Suasa " src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/marche/5.jpg" alt="Vista del tramonto da Castelleone di Suasa " width="455" height="286" /><p class="wp-caption-text">Vista del tramonto da Castelleone di Suasa </p></div>
<p style="text-align: justify;">Il sole ormai gioca a nascondino con il profilo dei colli. Al bivio stavolta svolto a destra e una strada in salita mi conduce a <strong>Castelleone di Suasa</strong>, dominante sulla riva destra del fiume. Un manifesto mi invita a non perdere una tipicità castellana, la <strong>festa della cipolla</strong>, che animerà questa piazzetta il prossimo mese. Organizzando la visita su due giorni, è da non perdere l’area archeologica dei resti <strong>dell’antica città romana di Suasa</strong>. Salgo e arrivo ad una terrazza con ampia vista, da cui finalmente inquadro bene il profilo più duro dei monti. Eccoli avvolti nel tramonto. Il sole ormai incendia il cielo e le nuvole rosa salutano leggere questa giornata. La visita del centro finisce in qualche passo, per quanto esso è piccolo, così ritorno indietro per perdere ancora lo sguardo all’orizzonte.<br />
Mi attende un rientro morbido, in cui procedo gustando tutta la lentezza delle curve che si snodano tra le colline, lungo la campagna, e si tuffano infine nel mare. </p>
<p style="text-align: right;">Beatrice Sartini</p>



Condividi:


	<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1966&amp;t=Scoprire%20il%20cuore%20delle%20Marche" title="Facebook"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/facebook.png" title="Facebook" alt="Facebook" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=edit&amp;bkmk=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1966&amp;title=Scoprire%20il%20cuore%20delle%20Marche" title="Google"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/googlebookmark.png" title="Google" alt="Google" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="mailto:?subject=Scoprire%20il%20cuore%20delle%20Marche&amp;body=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1966" title="E-mail this story to a friend!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/email_link.png" title="E-mail this story to a friend!" alt="E-mail this story to a friend!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="https://favorites.live.com/quickadd.aspx?marklet=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1966&amp;title=Scoprire%20il%20cuore%20delle%20Marche" title="Live"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/live.png" title="Live" alt="Live" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1966&amp;t=Scoprire%20il%20cuore%20delle%20Marche" title="MySpace"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/myspace.png" title="MySpace" alt="MySpace" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="javascript:window.print();" title="Print this article!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/printer.png" title="Print this article!" alt="Print this article!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1966" title="Technorati"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/technorati.png" title="Technorati" alt="Technorati" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/home?status=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1966" title="TwitThis"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/twitter.gif" title="TwitThis" alt="TwitThis" class="sociable-hovers" /></a>


<br/><br/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tempovissuto.it/?feed=rss2&amp;p=1966</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Pescasseroli l’Europarc 2010</title>
		<link>http://www.tempovissuto.it/?p=1964</link>
		<comments>http://www.tempovissuto.it/?p=1964#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 16:56:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[europarc]]></category>
		<category><![CDATA[europarc federation]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempovissuto.it/?p=1964</guid>
		<description><![CDATA[<img align="left" src="http://www.tempovissuto.it/images/news/newssett010/anteprima/2.jpg">Il Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise ospiterà l'annuale conferenza dell'Europarc Federation, dal titolo “Vivere insieme. Biodiversità ed attività umane: una sfida per il futuro delle aree protette”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Il Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise ospiterà l&#8217;annuale conferenza dell&#8217;Europarc Federation, dal titolo “Vivere insieme. Biodiversità ed attività umane: una sfida per il futuro delle aree protette”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Gli equilibri naturali e la biodiversità possono convivere con le attività umane? Non è certamente facile rispondere a questa domanda ma a questa sfida non si sottrarranno i numerosi delegati che dal 29 settembre al 2 ottobre prossimi si riuniranno a Pescasseroli (L&#8217;Aquila), nel cuore del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, per l&#8217;annuale conferenza dell&#8217;Europarc Federation, l&#8217;organizzazione non governativa che coordina a livello europeo la gestione di parchi e aree protette.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 10px;" src="http://www.tempovissuto.it/images/notizie/europarc.jpg" alt="" width="417" height="265" />L&#8217;Italia raccoglie il testimone dalla Svezia, che ha organizzato l&#8217;edizione 2009, in un anno particolarmente importante. Il 2010 è infatti l&#8217;anno internazionale per la biodiversità e proprio intorno a questo tema, e al suo rapporto con la presenza e le attività dell&#8217;uomo, ruoteranno i lavori in programma.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alle riunioni plenarie, alle quali parteciperanno le autorità locali e nazionali (è prevista la presenza del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla), si svolgeranno ben 20 workshop tematici che costituiranno l&#8217;anima dell&#8217;evento.<br />
I workshop, tenuti da esperti del settore provenienti da tutta Europa e non solo, toccheranno diverse problematiche: dalla questione relativa al reperimento dei fondi e alla gestione economica all&#8217;importanza dei volontari nelle aree protette, dal ruolo dei parchi nella produzione di energie rinnovabili alle modalità di comunicazione e di accoglienza dei visitatori nei parchi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento, che si svolgerà principalmente a Pescasseroli nei pressi degli uffici del Parco, coinvolgerà anche sette comuni limitrofi.<br />
A completare il quadro del programma ci saranno le 21 escursioni messe in programma dal comitato organizzatore di Europarc 2010.<br />
Per i partecipanti ci sarà così l&#8217;opportunità di conoscere da vicino le bellezze e i delicati equilibri del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise che conserva al suo interno un notevole patrimonio di flora e fauna, in particolare la specie protetta dell&#8217;orso marsicano, simbolo del Parco, i cui esemplari si contano oggi in numero non superiore a cinquanta.</p>
<p style="text-align: right;">Andrea Tosini</p>
<p style="text-align: left;">La foto è stata tratta da <a href="http://www.flickr.com/photos/gigi62/2962714136/sizes/l/in/photostream/">http://www.flickr.com/photos/gigi62/</a></p>



Condividi:


	<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1964&amp;t=A%20Pescasseroli%20l%E2%80%99Europarc%202010" title="Facebook"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/facebook.png" title="Facebook" alt="Facebook" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=edit&amp;bkmk=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1964&amp;title=A%20Pescasseroli%20l%E2%80%99Europarc%202010" title="Google"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/googlebookmark.png" title="Google" alt="Google" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="mailto:?subject=A%20Pescasseroli%20l%E2%80%99Europarc%202010&amp;body=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1964" title="E-mail this story to a friend!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/email_link.png" title="E-mail this story to a friend!" alt="E-mail this story to a friend!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="https://favorites.live.com/quickadd.aspx?marklet=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1964&amp;title=A%20Pescasseroli%20l%E2%80%99Europarc%202010" title="Live"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/live.png" title="Live" alt="Live" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1964&amp;t=A%20Pescasseroli%20l%E2%80%99Europarc%202010" title="MySpace"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/myspace.png" title="MySpace" alt="MySpace" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="javascript:window.print();" title="Print this article!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/printer.png" title="Print this article!" alt="Print this article!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1964" title="Technorati"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/technorati.png" title="Technorati" alt="Technorati" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/home?status=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1964" title="TwitThis"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/twitter.gif" title="TwitThis" alt="TwitThis" class="sociable-hovers" /></a>


<br/><br/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tempovissuto.it/?feed=rss2&amp;p=1964</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sardegna, la terra dei contrari</title>
		<link>http://www.tempovissuto.it/?p=1960</link>
		<comments>http://www.tempovissuto.it/?p=1960#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 16:50:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia industriale]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[il supramone]]></category>
		<category><![CDATA[isola]]></category>
		<category><![CDATA[nuraghe]]></category>
		<category><![CDATA[nuraghi]]></category>
		<category><![CDATA[olbia]]></category>
		<category><![CDATA[resort su golgone]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[vacanza]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi & Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempovissuto.it/?p=1960</guid>
		<description><![CDATA[<img align="left" src="http://www.tempovissuto.it/images/news/newssett010/anteprima/1.jpg">Saper raccontare la Sardegna con semplicità evidenziando i sui mille volti: complessa, rude, ma gentile e profonda. In alcuni luoghi il paesaggio è così aspro e pietroso da negare ogni conforto estetico, ma improvvisamente i campi coltivati a grano e zafferano sono pronti a dialogare con l’animo del viaggiatore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Saper raccontare la Sardegna con semplicità evidenziando i sui mille volti: complessa, rude, ma gentile e profonda. In alcuni luoghi il paesaggio è così aspro e pietroso da negare ogni conforto estetico, ma improvvisamente i campi coltivati a grano e zafferano sono pronti a dialogare con l’animo del viaggiatore.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 481px"><img title="Le rocce di granito in Gallura" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/sardegna1/2.jpg" alt="Le rocce di granito in Gallura" width="471" height="363" /><p class="wp-caption-text">Le rocce di granito in Gallura</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’approdo.</strong> La sera dipinge di bagliori purpurei il profilo roccioso della costa, mentre la nave entra adagio nel porto di Olbia pronta a sbarcare i visitatori. Rimango ancora pochi attimi sul ponte a guardare i gabbiani volteggiare a pelo d’acqua trasportati dal vento. Scoprire la Sardegna a giugno è un incanto d’inizio estate. Tocco terra e sento già di amarla.<br />
<strong>Struggente creatura.</strong> Se fosse una tipologia di donna avrebbe i capelli neri come l’ossidiana, gli occhi verdi smeraldino, labbra profumate di miele amaro e tra le braccia mazzi di ginestre, mirto e fichi d’India. Un volto che racchiude il paesaggio sardo, unico, mai decorativo, semplicemente essenziale.<br />
<strong>La persistenza del passato</strong>. Sardegna: luogo del mito, del primitivo, del naturale. Difficile sfuggire da questa icona, dalle suggestioni tipicamente “deleddiane”, decisive per la costruzione dell’immaginario del viaggiatore. C’è il mare e la montagna. Ci sono i pastori e i minatori, il sole e il vento. Ci sono gli scialli e le coppole, i banditi e i nuraghi. Ci sono i vecchi, i treni e le osterie. C’è insomma l’umana esistenza.<br />
<strong>Seguire il luogo comune</strong>. Quasi tutto il turismo di massa non si sofferma sugli aspetti antropologici dell’isola, piuttosto ricerca il solco della modernità, l’ossessivo amore verso l’artefatto. Porto Cervo e mondanità. Creazioni firmate l’Aga Khan.<br />
<strong>Il mare</strong> verde smeraldo è il grande protagonista e le sue coste cambiano scenario continuamente: rocce a strapiombo, insenature profonde, promontori, spiagge lunghissime di sabbia impalpabile, baie e calette incantevoli si affacciano sull’acqua cristallina.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignright" style="width: 445px"><img title="La Costa verde: le dune di sabbia" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/sardegna1/3.jpg" alt="La Costa verde: le dune di sabbia" width="435" height="333" /><p class="wp-caption-text">La Costa verde: le dune di sabbia</p></div>
<p style="text-align: justify;">La costa frastagliata della Gallura è un merletto di granito seghettato dal possente maestrale.<br />
Il vento, la pioggia e il mare hanno levigato le rocce  creando sculture naturali tanto da lasciar spazio a paesaggi ipnotici.<br />
L’elevata vocazione turistica del territorio garantisce ottimi servizi di ricezione e d’intrattenimento, la rinomata e affollata Costa Smeralda si trova qui, ma in Sardegna non è difficile scoprire tanti luoghi meno gettonati, dove godere liberamente di scenari di grande bellezza naturalistica.<br />
<strong>Per questo mi distinguo</strong>. Profondamente diversa è la Costa Verde “l’ultimo paradiso mediterraneo” sul versante sud occidentale dell’isola.<br />
Davanti, il mare selvaggio raramente calmo. Alle spalle, la sconfinata prateria di macchia mediterranea e in mezzo le dune più alte d’Europa: colline di sabbia dorata modellate dal maestrale, patrimonio dell’Unesco.<br />
Tutto il litorale è un susseguirsi di spiagge caraibiche da raggiungere con un saliscendi tra entroterra e costa.<br />
Dietro ad una curva, in fondo all’unica strada sterrata, appare la spiaggia bianca di Piscinas. Qui, le dune hanno dato luogo a fenomeni unici disegnando un vero ambiente sahariano di grande impatto visivo. Passeggiando sulla sabbia, tra il ginepro coccolone piegato dal vento, il giglio marittimo e il papavero giallo, la mente è investita dal silenzio circostante; fortunatamente poche sono le strutture per la ricezione turistica, sulla spiaggia sono presenti due chioschi e un servizio di noleggio canoe, pattini ed ombrelloni.<br />
Nelle mattine di primavera può capitare di vedere sulla spiaggia qualche esemplare di cervo sardo che, dopo aver rischiato l’estinzione, è tornato a popolare la zona.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 445px"><img title="Il complesso della Laveria Brassey ad Ingurtosu" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/sardegna1/4.jpg" alt="Il complesso della Laveria Brassey ad Ingurtosu" width="435" height="347" /><p class="wp-caption-text">Il complesso della Laveria Brassey ad Ingurtosu</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Archeologia industriale</strong>. Incastonato tra le verdi montagne, a pochi chilometri dalle dune di Piscinas nella regione dell’Arburese, il vecchio borgo di Ingurtosu è impregnato della storia legata allo sfruttamento minerario.<br />
Dalla strada che sale ripida nella valle si incontrano numerosi e suggestivi ruderi delle strutture estrattive e delle case dei minatori. I resti dell’imponente complesso della Laveria Brassey rimandano  al visitatore, l’idea di una Sardegna profondamente ferita, dimenticata: capace di raccontare la sofferenza degli uomini costretti ad abbandonare l’attività mineraria durante la crisi del dopoguerra. Una Sardegna dai toni neorealistici che porta con sé tutto l’amaro della vita.<br />
<strong>Il richiamo dell’entroterra</strong>. Spesso accade, durante il viaggio, che “la nostalgia” per aver lasciato la magnifica costa si dissolva in fretta alla vista di un paesaggio montano incomparabile.<br />
Impervia, selvaggia: tutta la dorsale montuosa della Barbagia è un mondo ricco di suggestioni, segreti e tradizioni.<br />
Spettacolare è la strada che si snoda lungo i fianchi delle montagne: un cordone d’asfalto che le stringe, una dentro l’altra, in perfetta armonia.<br />
Immense distese di lecci, tassi secolari, ginestre e rose peonie fanno da contrappunto a fantastici canyon dalle creste rocciose.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignright" style="width: 435px"><img title="La fonte sacra del villaggio nuragico “sas Sedda e sos Carros” " src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/sardegna1/5.jpg" alt="La fonte sacra del villaggio nuragico “sas Sedda e sos Carros” " width="425" height="290" /><p class="wp-caption-text">La fonte sacra del villaggio nuragico “sas Sedda e sos Carros” </p></div>
<p style="text-align: justify;">Si erge solitario <strong>il Supramone</strong>, un vasto altipiano di calcareo dolomitico costituito da aspre cime rocciose, profonde gole, grotte e doline che va ad affacciarsi con alte pareti verticali al mare sul Golfo di Orosei.<br />
È un’autentica fortezza che racchiude al suo interno lo spirito della Sardegna autentica, la Sardegna dei pastori e dei banditi che vivevano quassù isolati per mesi.<br />
Dal Supramone di Oliena non mancano le testimonianze archeologiche della presenza dei nuraghi.<br />
Attraversata la valle di Lanaitho si cammina su un sentiero sterrato ricco di rare erbe aromatiche spontanee, fino a raggiungere il villaggio nuragico di “<strong>sas Sedda e sos Carros</strong>”, all’interno del quale è stata scoperta una fonte sacra di forma circolare con nove protomi di ariete scolpite sulla pietra: interessante per comprendere il sistema di raccolta delle acque nell’età del bronzo.<br />
Da qui, si ripercorre a ritroso la stessa strada che da Oliena porta alla straordinaria sorgente di <strong>Su Gologone</strong>: fonte di ineguagliabile bellezza; ieri refrigerio per assetati pastori, oggi ammirazione per chi ama la natura.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 456px"><img title="Il country resort “Su Gologone”" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/sardegna1/6.jpg" alt="Il country resort “Su Gologone”" width="446" height="329" /><p class="wp-caption-text">Il country resort “Su Gologone”</p></div>
<p style="text-align: justify;">A pochi passi dalle omonime sorgenti, tra vigneti e ulivi secolari, si incontra una delle leggende dell’ospitalità sarda: il country resort “Su Gologone”.<br />
Il fascino di questo incantevole realis di campagna, sta tutto nell’irripetibile intreccio di suggestioni e atmosfere, di profumi e sapori delle cose buone di una volta.<br />
Davanti al secolare camino, fra antichi arnesi di campagna, il ristorante si presenta come il tempio della cultura gastronomica locale. Scrigni di delizie che si svelano al palato nei loro irrepetibili sapori: pane guttiau e formaggi, paste fresche tirate a sfoglia, maialini succulenti cotti allo spiedo, vino cannonau, pasta frolla e mandorle eseguite secondo ricette gelosamente custodite.<br />
Sdraiata comodamente su una longchair dell’hotel, in uno scenario di per sé già magico, al quale fa da cornice un cielo ammantato di stelle, chiudo gli occhi per esprimere un desiderio. Rivederti presto, Sardegna.</p>
<p style="text-align: right;"> Alessandra Mannarella<br />
 </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>



Condividi:


	<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1960&amp;t=Sardegna%2C%20la%20terra%20dei%20contrari" title="Facebook"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/facebook.png" title="Facebook" alt="Facebook" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=edit&amp;bkmk=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1960&amp;title=Sardegna%2C%20la%20terra%20dei%20contrari" title="Google"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/googlebookmark.png" title="Google" alt="Google" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="mailto:?subject=Sardegna%2C%20la%20terra%20dei%20contrari&amp;body=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1960" title="E-mail this story to a friend!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/email_link.png" title="E-mail this story to a friend!" alt="E-mail this story to a friend!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="https://favorites.live.com/quickadd.aspx?marklet=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1960&amp;title=Sardegna%2C%20la%20terra%20dei%20contrari" title="Live"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/live.png" title="Live" alt="Live" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1960&amp;t=Sardegna%2C%20la%20terra%20dei%20contrari" title="MySpace"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/myspace.png" title="MySpace" alt="MySpace" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="javascript:window.print();" title="Print this article!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/printer.png" title="Print this article!" alt="Print this article!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1960" title="Technorati"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/technorati.png" title="Technorati" alt="Technorati" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/home?status=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1960" title="TwitThis"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/twitter.gif" title="TwitThis" alt="TwitThis" class="sociable-hovers" /></a>


<br/><br/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tempovissuto.it/?feed=rss2&amp;p=1960</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Da Peterborough al Mare del Nord</title>
		<link>http://www.tempovissuto.it/?p=2001</link>
		<comments>http://www.tempovissuto.it/?p=2001#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 16:15:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[argilla]]></category>
		<category><![CDATA[cattedrale di peterborough]]></category>
		<category><![CDATA[cattedrale gotico]]></category>
		<category><![CDATA[ciminiere]]></category>
		<category><![CDATA[east anglia]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[fabbriche]]></category>
		<category><![CDATA[fish and chips]]></category>
		<category><![CDATA[forni]]></category>
		<category><![CDATA[idee viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati italiani]]></category>
		<category><![CDATA[inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[laghi]]></category>
		<category><![CDATA[leggende britanniche]]></category>
		<category><![CDATA[mare del nord]]></category>
		<category><![CDATA[mattoni]]></category>
		<category><![CDATA[oundle]]></category>
		<category><![CDATA[peterborough]]></category>
		<category><![CDATA[tetti paglia]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi & Turismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempovissuto.it/?p=2001</guid>
		<description><![CDATA[<img align="left" src="http://www.tempovissuto.it/images/news/newssett010/anteprima/12.jpg">Dalle fabbriche di mattoni che hanno creato le prime comunità di italiani in Inghilterra, su, fino al Mare del Nord. Una breve visita in una regione meno nota dell’Inghilterra, l’East Anglia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Dalle fabbriche di mattoni che hanno creato le prime comunità di italiani in Inghilterra, su, fino al Mare del Nord. Una breve visita in una regione meno nota dell’Inghilterra, l’East Anglia.</em></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 324px"><img title="L'ultima fabbrica di mattoni ancora attiva" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/peterborough/1.jpg" alt="L'ultima fabbrica di mattoni ancora attiva" width="314" height="429" /><p class="wp-caption-text">L&#39;ultima fabbrica di mattoni ancora attiva</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il secondo dopoguerra italiano lasciò il paese in condizioni economiche disastrose e, molto spesso, gli abitanti delle zone meno progredite, soprattutto nel Mezzogiorno, furono costretti a partire per cercare all’estero condizioni migliori. Durante gli anni ’50 <strong>l’East Anglia</strong>, la regione sud-est dell’Inghilterra, accolse moltissimi di questi immigrati italiani.<br />
Il terreno di questa regione, ricco di <strong>argilla</strong>, rappresentava una vera miniera d’oro per le industrie produttrici di <strong>mattoni</strong> che andavano sviluppandosi in quegli anni; la manodopera a basso costo rappresentata dagli<strong> immigrati</strong> italiani fu il pezzo che completò il puzzle della nascita di una comunità italiana in questa parte del Regno Unito.<br />
Una delle cittadine che accolse il maggior numero di questi nostri connazionali fu <strong>Peterborough</strong>.<br />
Proprio qui si trasferirono alcuni dei miei parenti  dopo la seconda guerra mondiale. Qui nacque mia madre e il legame affettivo con questa cittadina mi spinge a ripercorrere la storia della nascita di questa comunità di italiani ormai così ben integrata.<br />
Entrando nella cittadina salta immediatamente all’occhio l’enorme quantitativo di mattoni rossi utilizzati nelle costruzioni. Essi compaiono praticamente in qualsiasi lavoro di muratura. La parte esterna della cittadina, Four Presses, prende il nome dalle prime quattro presse che lavoravano l’argilla.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 467px"><img title="Interno di una delle fornaci" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/peterborough/2.jpg" alt="Interno di una delle fornaci" width="457" height="255" /><p class="wp-caption-text">Interno di una delle fornaci</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ad oggi soltanto una di quelle vecchie fabbriche è ancora in funzione e mi reco a visitarla in un giorno di chiusura.�<br />
Le ciminiere delle fornaci svettano verso il cielo plumbeo. Mentre percorro in auto la strada di accesso torno indietro con la mente a giorni che non ho mai vissuto, quando erano i miei nonni a percorrere queste strade, ogni mattina, a piedi o in bicicletta. L’immagine di queste <strong>ciminiere</strong> che si innalzano da un paesaggio completamente piatto doveva somigliare per loro alla vista di severi supervisori lì ad attenderli.<br />
Migliaia e migliaia di mattoni sono impilati davanti alle <strong>fornaci</strong> spente. Un penetrante odore di argilla fresca mi accoglie appena scendo dall’auto. Una polvere rossa si alza dalla strada ad ogni folata di vento. Penso agli occhi azzurri di mio nonno, arrossati da questa stessa polvere, e ai suoi abiti impregnati per trent’anni da quest’odore. L’area è deserta, non un suono, ma nella mente provo ad immaginare il frastuono di centinaia di operai che infornavano mattoni di argilla umida, al ritmo di direttive urlate in una lingua che nessuno di loro comprendeva fino in fondo.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 481px"><img title="La cattedrale di Peterborough" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/peterborough/3.jpg" alt="La cattedrale di Peterborough" width="471" height="281" /><p class="wp-caption-text">La cattedrale di Peterborough</p></div>
<p style="text-align: justify;">Mi addentro in uno dei forni spenti, una galleria buia e profonda. L’umidità è altissima e resisto pochi minuti prima di sentirmi asfissiare. Doveva essere un lavoro davvero durissimo. Resto ancora un po’, camminando tra le file di mattoni già cotti e altre di mattoni di argilla ancora fresca.<br />
I lavori di estrazione di questo materiale provocarono col tempo la formazione di veri e propri  laghi in tutta l’area della città. I pesci che vi si potevano pescare in parte arrivavano dalle uova trasportate dagli ignari uccelli che sostavano qui, in parte da introduzioni da parte dell’uomo.  Qui i figli degli immigrati italiani venivano a nuotare insieme ai ragazzini inglesi, in un primo passo verso l’integrazione. Ora quei <strong>laghi</strong> sono stati quasi tutti bonificati, ma le generazioni figlie di quella prima ondata migratoria sono rimaste.  Una generazione di uomini e donne fieri e tutti molto sicuri di sé; caratteristiche inevitabili per chi deve affrontare da un lato la dura prova dell’integrazione in un paese straniero, dall’altro una famiglia dai rigidi principi, un po’ per protezione e un po’ perché memore di un’Italia che progrediva a loro insaputa.<br />
Sebbene i circa 160mila abitanti siano per lo più sparsi nella periferia, il centro della cittadina è di notevole grandezza, piuttosto movimentato, ricco di pub e locali caratteristici.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 502px"><img title="Cancelletto di legno sul sentiero" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/peterborough/4.jpg" alt="Cancelletto di legno sul sentiero" width="492" height="257" /><p class="wp-caption-text">Cancelletto di legno sul sentiero</p></div>
<p style="text-align: justify;">Qui si trova la stupefacente <strong>cattedrale in stile gotico</strong>, dedicata a <strong>San Pietro, San Paolo e Sant’Andrea</strong>, il cui atrio è sempre pieno di visitatori in rispettoso silenzio di fronte all’imponenza di tale monumento. Tutt’intorno ad essa sorge un agglomerato di vecchi <strong>cottage</strong>, in precedenza abitati da tutti coloro che erano coinvolti nella vita della cattedrale, ma oggi di proprietà di privati cittadini.<br />
Oltre un piccolo ponte, ormeggiata ad una riva del <strong>Nene</strong>, il <strong>fiume</strong> che attraversando la <strong>contea del Cambridgeshire</strong> passa anche per la città di Peterborough, vi è una grossa barca nella quale è stato ricavato un pub in tipico stile inglese. Mi fermo ad assaggiare una Real Ale, la corposa birra scura che i re normanni conservavano in grosse botti di legno.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 356px"><img title="Finalmente il mare del nord " src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/peterborough/5.jpg" alt="Finalmente il mare del nord " width="346" height="506" /><p class="wp-caption-text">Finalmente il mare del nord </p></div>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Mare del Nord</strong> dista da qui solo un’ora in auto, cosi mi avvio verso l’ultima tappa della mia visita in questa regione. Lungo la strada verso il nord-est del paese si incontra <strong>Oundle</strong>, un piccolo villaggio che sembra non aver subito il tocco del tempo. Solo cottage qui, nessun mattone, ma <strong>pietre</strong> e <strong>tetti di paglia</strong>, antichi quanto le più affascinanti <strong>leggende britanniche</strong>. Un vecchio muro in pietra nasconde un pascolo e <strong>un’antica fattoria</strong>. Un cancelletto di legno interrompe il muro e un sentiero si inerpica su una collinetta. Un’immagine fuoriuscita da un libro di fiabe, una strada che attraversa i sogni dell’infanzia. Percorro le ultime miglia ed alla fine eccolo: grigio, freddo; il Mare del Nord si incontra all’orizzonte con nuvole scure cariche di pioggia. Il vento soffia forte e sulla spiaggia solo qualche gabbiano in cerca della cena. Eppure la sensazione non è spiacevole. Anzi, l’atmosfera sembra sottolineare la fierezza e la profonda riservatezza di un mare tanto impenetrabile. Un ultima fermata prima del ritorno in uno dei tipici locali di <strong>fish and chips</strong> che si trovano sulla costa. Si dice che questa tipica pietanza inglese fatta di merluzzo in pastella e patatine sia preparata qui con ricette antiche di secoli. Fuori comincia a cadere una pioggia sottile e fredda. Il finale perfetto per questa breve visita inglese.</p>
<p style="text-align: right;">Davide Lepore</p>



Condividi:


	<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D2001&amp;t=Da%20Peterborough%20al%20Mare%20del%20Nord" title="Facebook"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/facebook.png" title="Facebook" alt="Facebook" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=edit&amp;bkmk=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D2001&amp;title=Da%20Peterborough%20al%20Mare%20del%20Nord" title="Google"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/googlebookmark.png" title="Google" alt="Google" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="mailto:?subject=Da%20Peterborough%20al%20Mare%20del%20Nord&amp;body=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D2001" title="E-mail this story to a friend!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/email_link.png" title="E-mail this story to a friend!" alt="E-mail this story to a friend!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="https://favorites.live.com/quickadd.aspx?marklet=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D2001&amp;title=Da%20Peterborough%20al%20Mare%20del%20Nord" title="Live"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/live.png" title="Live" alt="Live" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D2001&amp;t=Da%20Peterborough%20al%20Mare%20del%20Nord" title="MySpace"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/myspace.png" title="MySpace" alt="MySpace" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="javascript:window.print();" title="Print this article!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/printer.png" title="Print this article!" alt="Print this article!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D2001" title="Technorati"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/technorati.png" title="Technorati" alt="Technorati" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/home?status=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D2001" title="TwitThis"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/twitter.gif" title="TwitThis" alt="TwitThis" class="sociable-hovers" /></a>


<br/><br/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tempovissuto.it/?feed=rss2&amp;p=2001</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lottare contro la morte</title>
		<link>http://www.tempovissuto.it/?p=1988</link>
		<comments>http://www.tempovissuto.it/?p=1988#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 08:45:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri & Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[anno del signore 1345]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[miracoli]]></category>
		<category><![CDATA[oreste kessel pace]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[san rocco]]></category>
		<category><![CDATA[san rocco montpellier]]></category>
		<category><![CDATA[santi]]></category>
		<category><![CDATA[vite]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempovissuto.it/?p=1988</guid>
		<description><![CDATA[<img align="left" src="http://www.tempovissuto.it/images/news/newssett010/anteprima/8.jpg">La storia di S. Rocco, santo in continua lotta contro la Morte Nera, raccontata nel romanzo storico di Kessel Pace.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>La storia di S. Rocco, santo in continua lotta contro la Morte Nera, raccontata nel romanzo storico di Kessel Pace.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 10px;" src="http://www.tempovissuto.it/images/libri/sanrocco.jpg" alt="" width="350" height="564" />È una storia ricca di fascino quella raccontata da <em>Oreste Kessel Pace</em> nel suo <strong>San Rocco di Montpellier, Anno del Signore 1345</strong>. In una ricostruzione storica che sembra più che altro avere sullo sfondo il vaporoso contorno delle antiche vite dei santi, l’autore si muove bene tra parole ed eventi, ricostruendo una Vita del santo francese che ben aderisce alle leggende e ai racconti noti su di lui.<br />
<em>Vita</em> e <em>Morte</em> sono le due direttrici che muovono gli eventi. Rocco è santo invocato contro le malattie, perché guaritore per eccellenza della più temibile di quest’ultime: la peste, il terribile morbo che ha dilaniato per secoli l’Europa. I prodigi vengono raccontati alla maniera del romanzo, in un continuo andare e venire dalla morte e della vita.<br />
Oltre alle miracolose guarigioni dalla peste, Kessel Pace delinea i principali eventi della vita del santo, facendoci conoscere la tenerezza dell’amore giovanile, la vocazione e il continuo dialogo con Dio e la “Voce”.</p>
<p style="text-align: justify;">Un San Rocco molto uomo quello che viene proposto in questo libro, fatto di debolezze, ma animato da un’infinita fede.<br />
Il fascino della narrazione trova la sua naturale espressione in uno degli ultimi capitoli, quando Rocco, contagiato, si crede ormai spacciato e si nasconde in un vecchio casolare:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Le prime luci dell’alba si facevano largo nel buio, creando dei colori fosforescenti nel cielo. L’interno della stanza era putrido di polvere e la vegetazione aveva invaso ogni cosa, rendendo invisibili persino le pareti e i pochi mobili il cui legno puzzava di marcio; scarafaggi neri lo ignoravano e continuarono da sopra una trave. [Rocco] si accasciò con le spalle alla parete che gli pareva la più pulita e chiuse gli occhi, cadendo in un sonno senza sogni, ma nel quale poté invocare Dio e la Voce […] Fu in quel momento che richiuse gli occhi e, quando li riaprì, il sole aveva superato il mezzogiorno e si apprestava a nascondersi dietro alle chiome degli alberi più bassi. Quando sentì qualcosa sfiorargli le labbra, spalancò gli occhi credendo fosse uno dei topi ma si rese conto di essere muso a muso col cagnolino che poco prima lo fissava dalla porta; la creaturina stringeva in bocca un grosso pezzo di pane impregnato d’acqua fresca che gli spingeva contro le labbra. Rocco aprì la bocca e il cagnolino spinse dentro il pane, l’acqua fresca inondò la bocca; iniziò a inghiottire la mollica morbida e l’acqua. Quando ebbe finito, Rocco guardò il cagnolino dentro gli agli occhi e cominciò a piangere, mentre questi si accucciava sul suo petto.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">La morbida e tenera descrizione dell’evento, che dà a Rocco la consapevolezza di non essere abbandonato da Dio anche nei momenti più difficili, è l’esempio del soffio di profondità che anima l’intera opera, con un intero capitolo dedicato ai preliminari di questa vicenda, che è la più famosa relativa al santo. Non è un caso infatti che san Rocco sia tradizionalmente raffigurato con il bubbone della peste sulla gamba e in compagnia di un cagnolino.<br />
Il libro riesce ad emozionare (come nel passo sopra riportato) e fa riflettere anche lo stile, solitamente sobrio, ma puntuale. Una buona lettura che può arricchire le conoscenze storiche e leggendarie su uno dei santi più popolari d’Europa.</p>
<p style="text-align: right;">Marco Papasidero</p>
<p style="text-align: left;">O. Kessel Pace, <em>San Rocco di Montpellier. Anno del Signore 1345</em>, Laruffa editore, 2005, € 10</p>



Condividi:


	<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1988&amp;t=Lottare%20contro%20la%20morte" title="Facebook"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/facebook.png" title="Facebook" alt="Facebook" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=edit&amp;bkmk=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1988&amp;title=Lottare%20contro%20la%20morte" title="Google"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/googlebookmark.png" title="Google" alt="Google" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="mailto:?subject=Lottare%20contro%20la%20morte&amp;body=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1988" title="E-mail this story to a friend!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/email_link.png" title="E-mail this story to a friend!" alt="E-mail this story to a friend!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="https://favorites.live.com/quickadd.aspx?marklet=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1988&amp;title=Lottare%20contro%20la%20morte" title="Live"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/live.png" title="Live" alt="Live" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1988&amp;t=Lottare%20contro%20la%20morte" title="MySpace"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/myspace.png" title="MySpace" alt="MySpace" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="javascript:window.print();" title="Print this article!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/printer.png" title="Print this article!" alt="Print this article!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1988" title="Technorati"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/technorati.png" title="Technorati" alt="Technorati" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/home?status=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1988" title="TwitThis"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/twitter.gif" title="TwitThis" alt="TwitThis" class="sociable-hovers" /></a>


<br/><br/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tempovissuto.it/?feed=rss2&amp;p=1988</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mollo tutto!</title>
		<link>http://www.tempovissuto.it/?p=1986</link>
		<comments>http://www.tempovissuto.it/?p=1986#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 08:36:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La vera libertà]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[cambiare vita]]></category>
		<category><![CDATA[desiderio di fuga]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
		<category><![CDATA[fuga]]></category>
		<category><![CDATA[fuggire]]></category>
		<category><![CDATA[problemi]]></category>
		<category><![CDATA[ricominciare da zero]]></category>
		<category><![CDATA[trasformazione]]></category>
		<category><![CDATA[vivere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempovissuto.it/?p=1986</guid>
		<description><![CDATA[<img align="left" src="http://www.tempovissuto.it/images/news/newssett010/anteprima/7.jpg">Forse a tutti sarà  capitato di pensare qualcosa del genere, di aver voglia di lasciarsi tutto alle spalle e “ricominciare da capo”, in una nuova città, magari, o anche in un nuovo Stato...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Forse a tutti sarà  capitato di pensare qualcosa del genere, di aver voglia di <strong>lasciarsi tutto alle spalle</strong> e “ricominciare da capo”, in una nuova città, magari, o anche in un nuovo Stato, con persone differenti e situazioni nuove. Siamo spesso convinti cioè che<strong> i problemi</strong> che incontriamo <strong>siano causati dalle situazioni che viviamo</strong>, <strong>o dalle persone</strong> che frequentiamo. Ci convinciamo così che il cambiamento di cui abbiamo bisogno, meglio se radicale, è quello di lasciare tutto e cambiare vita.<br />
Ricordo una canzone di <em>Max Pezzali</em>, al tempo ancora negli <em>883</em>, che parlava proprio di questo <strong>desiderio di fuga</strong>, di rinascita e cambiamento. Tra i versi, Max, però, si rendeva conto di una cosa fondamentale, che a volte sfugge: che ovunque andiamo, indipendentemente dalle circostanze, dagli eventi e dalle persone che potremo incontrare, saremo <strong>sempre con noi stessi</strong>, e, soprattutto, <strong>siamo tutto ciò che abbiamo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 10px;" src="http://www.tempovissuto.it/images/varie/mollotutto.jpg" alt="" width="409" height="276" />Possiamo lasciare la nostra città, la solita noiosa routine, i locali ormai tutti uguali, le amicizie ormai scontate, le giornate simili, la ristrettezza culturale, le convinzioni che non condividiamo, le opportunità che continuano a mancare, e andare altrove, ma rimane un filo conduttore tra la vita che vogliamo lasciare e quella che inseguiamo: <strong>noi</strong> stessi.<br />
Magari abbiamo colleghi noiosi e insopportabili, un capo autoritario a cui non stiamo simpatici, ritmi di lavoro pesanti, abitudini e routine che ci logorano, ma <strong>cosa abbiamo fatto per cambiare questa situazione?</strong> Forse i nostri amici non sono interessanti come vorremmo, i divertimenti della nostra città sono banali e scontati, la nostra relazione sentimentale è ormai ovvia e noiosa, ma <strong>cosa abbiamo fatto per cambiare questa situazione?<br />
</strong>Magari la nostra vita ci sembra senza senso, ci pare di proseguire senza una meta, sentiamo che non abbiamo più gli stimoli giusti, che stiamo sprecando il nostro tempo, ma <strong>cosa abbiamo fatto per cambiare questa situazione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo cambiare, è vero, lasciarci tutto e tutti alle spalle, voltare pagina e ricominciare da zero, sconvolgere completamente la nostra vita, ripartire con tante novità, ma non dobbiamo dimenticare che <strong>questa è una fuga</strong>: scappare dalle difficoltà, dalle frustrazioni e dalla noia, gettare la spugna, mollare tutto, appunto, sperando che le cose migliorino, convinti che in un altro posto tutto sarà diverso. Forse, ma probabilmente solo all’inizio, perché anche quel diverso, dopo un po’, non sarà più tale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vero cambiamento, <strong>la vera trasformazione</strong> che possiamo e dobbiamo realizzare se vogliamo trasformare positivamente la nostra vita è <strong>quella interiore</strong>: siamo noi a dover mutare, è in noi che dobbiamo rinnovare, <strong><em>siamo noi che</em></strong> cambiamo, non le cose.</p>
<p style="text-align: right;"> Giacomo Papasidero<br />
<a href="http://www.giacomopapasidero.it/">www.giacomopapasidero.it</a><br />
<a href="mailto:info@giacomopapasidero.it">info@giacomopapasidero.it</a></p>
<p style="text-align: right;"> </p>



Condividi:


	<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1986&amp;t=Mollo%20tutto%21" title="Facebook"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/facebook.png" title="Facebook" alt="Facebook" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=edit&amp;bkmk=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1986&amp;title=Mollo%20tutto%21" title="Google"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/googlebookmark.png" title="Google" alt="Google" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="mailto:?subject=Mollo%20tutto%21&amp;body=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1986" title="E-mail this story to a friend!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/email_link.png" title="E-mail this story to a friend!" alt="E-mail this story to a friend!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="https://favorites.live.com/quickadd.aspx?marklet=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1986&amp;title=Mollo%20tutto%21" title="Live"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/live.png" title="Live" alt="Live" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1986&amp;t=Mollo%20tutto%21" title="MySpace"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/myspace.png" title="MySpace" alt="MySpace" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="javascript:window.print();" title="Print this article!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/printer.png" title="Print this article!" alt="Print this article!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1986" title="Technorati"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/technorati.png" title="Technorati" alt="Technorati" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/home?status=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1986" title="TwitThis"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/twitter.gif" title="TwitThis" alt="TwitThis" class="sociable-hovers" /></a>


<br/><br/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tempovissuto.it/?feed=rss2&amp;p=1986</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’isola dei tesori</title>
		<link>http://www.tempovissuto.it/?p=1982</link>
		<comments>http://www.tempovissuto.it/?p=1982#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 08:29:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[aer sana]]></category>
		<category><![CDATA[arthana]]></category>
		<category><![CDATA[arzana]]></category>
		<category><![CDATA[elini]]></category>
		<category><![CDATA[gennargentu]]></category>
		<category><![CDATA[ilbono]]></category>
		<category><![CDATA[loceri]]></category>
		<category><![CDATA[monte idolo]]></category>
		<category><![CDATA[murales]]></category>
		<category><![CDATA[nuraghe]]></category>
		<category><![CDATA[nuraghi]]></category>
		<category><![CDATA[ogliastra]]></category>
		<category><![CDATA[orgosolo]]></category>
		<category><![CDATA[preda maore]]></category>
		<category><![CDATA[ruinas]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[scerì]]></category>
		<category><![CDATA[spiaggia di cea]]></category>
		<category><![CDATA[tertenia]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi & Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[ziu eliseo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempovissuto.it/?p=1982</guid>
		<description><![CDATA[<img align="left" src="http://www.tempovissuto.it/images/news/newssett010/anteprima/6.jpg">L’Ogliastra è una recente provincia della Sardegna che racchiude in sé innumerevoli ricchezze di ogni tipo. Centinaia di  piccoli centri urbani che mantengono vive le loro tradizioni centenarie fanno da sfondo a una terra stupenda e incantevole divisa tra terra e mare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>L’Ogliastra è una recente provincia della Sardegna che racchiude in sé innumerevoli ricchezze di ogni tipo. Centinaia di  piccoli centri urbani che mantengono vive le loro tradizioni centenarie fanno da sfondo a una terra stupenda e incantevole divisa tra terra e mare.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 499px"><img title="Complesso nuragico" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/sardegna2/1.jpg" alt="Complesso nuragico" width="489" height="307" /><p class="wp-caption-text">Complesso nuragico</p></div>
<p style="text-align: justify;">Dopo circa tre ore di auto arrivo finalmente in <strong>Ogliastra</strong>, dopo aver fatto la lunga strada che da Olbia conduce al mio paese: <strong>Arzana</strong>. Come dico sempre non c’è bisogno di arrivare per sentirsi già in vacanza: la strada che attraversa le montagne e le colline mi fa già sentire in un altro mondo, pieno di odori e rumori. Sulla statale 198 incontro il mio svincolo.<br />
Arzana è un paese della piccola e recente provincia dell’Ogliastra, situato ai piedi del <strong>Monte Idolo</strong>, a circa seicento metri di altitudine. Secondo alcuni studiosi il nome deriverebbe dal latino “<strong><em>Aer Sana</em></strong>” (aria salubre) o da “<strong><em>Arthana</em></strong>”, ossia vento gelido. In effetti, pur essendo a soli venti chilometri dal mare, si respira un’aria diversa, molto fresca anche nelle ore più calde dei giorni d’estate.<br />
Il paese si estende sul versante del <strong>Gennargentu</strong> rivolto verso il mare ed è situato in una posizione che molti indicano come “la migliore dell’Ogliastra”, dato che da qui si domina tutto il paesaggio e si ha una vista magnifica dalla quale si può vedere addirittura l’ultimo paese della provincia, <strong>Tertenia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignright" style="width: 479px"><img title="Nuraghe Scerì" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/sardegna2/2.jpg" alt="Nuraghe Scerì" width="469" height="301" /><p class="wp-caption-text">Nuraghe Scerì</p></div>
<p style="text-align: justify;">Arzana sembrerebbe un comune molto piccolo, dati i suoi 2500 abitanti, ma in realtà occupa una superficie quasi simile a quella che occupa la città di Milano. Una buona parte dei suoi sedicimila ettari di territorio sono stati ereditati intorno al 1400 da un villaggio nuragico del Gennargentu, <strong>Ruinas</strong>.<br />
In quel periodo centinaia di persone provenienti dal loro villaggio decimato dalla peste vagarono chiedendo ospitalità ai paesi vicini. Furono respinti da tutti i villaggi tranne che dagli arzanesi che concessero loro di accamparsi presso la zona “<strong><em>Preda Maore</em></strong>”.<br />
I superstiti del villaggio Ruinas in segno di amicizia regalarono al paese tutte le loro terre, i capi di bestiame che avevano con loro e una <strong>croce astile d’ottone</strong> conservata ancora oggi nella chiesa di Arzana. La chiesa è solo una delle molte attrazioni presenti nel territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 488px"><img title="Murales Spiaggia di Cea" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/sardegna2/3.jpg" alt="Murales Spiaggia di Cea" width="478" height="314" /><p class="wp-caption-text">Murales Spiaggia di Cea</p></div>
<p style="text-align: justify;">Scendendo da Arzana attraverso <strong>Elini</strong>, il più piccolo paese della provincia ma sicuramente uno dei più belli e dove tra le altre cose passa il <strong>trenino verde</strong>, arrivo a <strong>Ilbono</strong>, un piccolo centro che custodisce il sito archeologico “<strong>Scerì</strong>”. Non è molto facile da individuare, dato che le indicazioni stradali per poterci arrivare iniziano solo nelle vicinanze del sito stesso, in prossimità della cantoniera Baunuxi. Una volta individuata l’indicazione si prosegue attraverso una lunga strada sterrata che dà l’impressione di essere finiti in un altro luogo. Tutto intorno a me è secco, arido e la strada piena di curve è delimitata da una parte da un’alta parete di terra rossa e dall’altra da un dirupo, spesso mal riparato dai guard rail.<br />
L’auto subito si impregna dell’odore tipico della vegetazione secca e le ruote mi portano lungo questa strada che, curva dopo curva, mi propone paesaggi sempre diversi: il secco e l’arido e in lontananza le verdi colline piene di vegetazione che arrivano fino al mare.<br />
Finalmente un’indicazione mi fa scendere attraverso una ripida strada, fino ad arrivare alla base della collina dove sorge l’insediamento.<br />
Ci si rende subito conto del silenzio incredibile che c’è tutto intorno a noi non appena spegniamo l’auto. Gli unici rumori sono i passi della gente che visita i <strong>nuraghe</strong>, il vento che muove la vegetazione e gli insetti che ci sfrecciano intorno.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignright" style="width: 489px"><img title="Murales Ziu Eliseu" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/sardegna2/4.jpg" alt="Murales Ziu Eliseu" width="479" height="284" /><p class="wp-caption-text">Murales Ziu Eliseu</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il complesso nuragico si sviluppa su una collina dove troviamo resti di capanne circolari e, sul punto più alto della collina, un grosso nuraghe che domina il territorio circostante.<br />
Poter osservare e camminare in questi luoghi dove gli uomini hanno vissuto più di <strong>tremila anni</strong> fa mi dà una sensazione stranissima, elettrizzante. Ti fa capire quanto il passato, il presente e il futuro siano legati in maniera indissolubile.<br />
Dall’alto del nuraghe si ha una vista incantevole; da questo punto infatti gli antichi abitanti avevano un colpo d’occhio che gli permetteva di tenere sotto controllo tutta la zona intorno a loro.<br />
Il sito di Scerì non è certamente il più famoso, ma credo che la sua bellezza sia pari a tutti gli altri presenti sull’isola. La mia guida, Augusto Pistis, mi ha fatto presente che in Sardegna ci sono circa <strong>settemila nuraghe</strong>, praticamente un nuraghe ogni tre chilometri quadrati.<br />
Lasciatomi alle spalle il complesso, torno indietro sulla strada principale per qualche chilometro e mi dirigo verso il mare, facendo una tappa a <strong>Loceri</strong> per osservare i suoi famosi <strong>murales</strong>.<br />
Il fenomeno dei murales nacque nel <strong>1969 </strong>a <strong>Orgosolo</strong> per manifestare contro la decisione di trasformare i terreni per il pascolo in centri di addestramento militare. Il dipinto divenne così il simbolo della loro resistenza cittadina.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 482px"><img title="Stazione di Elini" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/sardegna2/5.jpg" alt="Stazione di Elini" width="472" height="320" /><p class="wp-caption-text">Stazione di Elini</p></div>
<p style="text-align: justify;">Da allora nelle strade di Orgosolo sono stati disegnati circa trecento murales che narrano vicende politiche, sociali o che semplicemente abbelliscono il paese, considerando anche la perfezione artistica di alcuni.<br />
Questo movimento si è poi esteso ai vari paesi della zona i quali hanno fatto diventare le loro strade delle <strong>gallerie</strong> <strong>d’arte</strong> a cielo aperto. Un ottimo esempio è dato da Loceri che ne possiede alcuni di notevole fattura. Questo piccolo paese situato tra il Gennargentu e il mare, così come Arzana, ci regala dei panorami stupendi sia dalle strade interne, sia dalla provinciale che si percorre per arrivarci.<br />
A Loceri, così come in tutti i paesi che ho potuto visitare, le persone del luogo sono molto fiere delle proprie origini sarde e non disdegnano di dare consigli su luoghi da visitare e di raccontare aneddoti sul passato e presente della loro zona. Mi hanno fatto notare come, per esempio, il murales in fondo via Roma rappresenti un’attività del paese negli anni ‘50: attraversare la lunga strada sterrata (ai tempi l’unica) per arrivare al mare, più precisamente alla <strong>spiaggia di</strong> <strong>Cea</strong>, dove si andava con i carri trainati dai buoi o dai cavalli.<br />
Altri murales sono presenti lungo le vie come quello molto recente situato a lato del comune o quello in via Vittorio Veneto che rappresenta un uomo che saluta (<strong>Ziu Eliseo</strong>).<br />
La Sardegna è un isola che racchiude tesori di ogni tipo, naturali, storici e sociali. Ogni piccolo centro ha una storia interessante che tutti gli abitanti hanno voglia di raccontare. Non resta solo che andare in Sardegna, qualsiasi zona sia, e scoprirla, visitarla e portarsi dentro un pezzo di mondo come, forse, ne rimangono pochi in Italia.</p>
<p style="text-align: right;">Francesco Longo</p>



Condividi:


	<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1982&amp;t=L%E2%80%99isola%20dei%20tesori" title="Facebook"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/facebook.png" title="Facebook" alt="Facebook" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=edit&amp;bkmk=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1982&amp;title=L%E2%80%99isola%20dei%20tesori" title="Google"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/googlebookmark.png" title="Google" alt="Google" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="mailto:?subject=L%E2%80%99isola%20dei%20tesori&amp;body=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1982" title="E-mail this story to a friend!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/email_link.png" title="E-mail this story to a friend!" alt="E-mail this story to a friend!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="https://favorites.live.com/quickadd.aspx?marklet=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1982&amp;title=L%E2%80%99isola%20dei%20tesori" title="Live"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/live.png" title="Live" alt="Live" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1982&amp;t=L%E2%80%99isola%20dei%20tesori" title="MySpace"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/myspace.png" title="MySpace" alt="MySpace" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="javascript:window.print();" title="Print this article!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/printer.png" title="Print this article!" alt="Print this article!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1982" title="Technorati"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/technorati.png" title="Technorati" alt="Technorati" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/home?status=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1982" title="TwitThis"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/twitter.gif" title="TwitThis" alt="TwitThis" class="sociable-hovers" /></a>


<br/><br/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tempovissuto.it/?feed=rss2&amp;p=1982</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Storiche città giordane: Gadara, Gerasa, Madaba</title>
		<link>http://www.tempovissuto.it/?p=1977</link>
		<comments>http://www.tempovissuto.it/?p=1977#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 08:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[antichità]]></category>
		<category><![CDATA[antichità romane]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[cardo maximus]]></category>
		<category><![CDATA[foro ovale]]></category>
		<category><![CDATA[gadara]]></category>
		<category><![CDATA[giordania]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[madaba]]></category>
		<category><![CDATA[medeba]]></category>
		<category><![CDATA[oriente]]></category>
		<category><![CDATA[palestina]]></category>
		<category><![CDATA[pompei d'oriente]]></category>
		<category><![CDATA[san giorgio madaba]]></category>
		<category><![CDATA[siria]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[tempio artemide]]></category>
		<category><![CDATA[umm quais]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi & Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi culturali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempovissuto.it/?p=1977</guid>
		<description><![CDATA[<img align="left" src="http://www.tempovissuto.it/images/news/newssett010/anteprima/5.jpg">Respirare le atmosfere di città bibliche e romane ai confini orientali dell’antico Impero romano, nelle terre che sfidano l’aridità del deserto. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Respirare le atmosfere di città bibliche e romane ai confini orientali dell’antico Impero romano, nelle terre che sfidano l’aridità del deserto.</em> </p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 466px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Gadara, vista sul lago di Tiberiade. Alle spalle, Israele." src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/giordania/1.jpg" alt="Gadara, vista sul lago di Tiberiade. Alle spalle, Israele." width="456" height="310" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Gadara, vista sul lago di Tiberiade. Alle spalle, Israele.</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Tra le coste mediterranee e i deserti del Medio Oriente, in terre quasi prosciugate dall’arsura, la storia della religione cristiana si fonde con la storia dell’Impero romano. La sacralità delle <strong>terre al confine tra Giordania, Siria e Israele</strong> si respira nel silenzio di antiche città abbandonate, nei resti di colonne frantumate, nei panorami appena velati dall’afa di un deserto pressante, e induce a solcare quelle terre con rispetto.<br />
A un centinaio di chilometri a nord di Amman, su colline di ulivi e sabbia, sotto un sole accecante e una calura da canto di cicala, c’è <strong>Umm Quais</strong>, ovvero Gadara, l’antica città facente parte del distretto romano della Palestina (tra la Siria meridionale e la Giordania settentrionale). <strong>Gadara</strong> è il nome biblico della fiorente città di cui oggi restano abbondanti tracce di colonnati, gradoni e strade lastricate. Dall’alto della collina su cui giace, lo sguardo abbraccia per primo il panorama sulla valle del fiume Giordano: in lontananza, a est, il lago di Tiberiade, lo stesso Mar di Galilea dove Gesù predicò, al confine con Israele; a nord, le alture del Golan, la Siria. Facili confini geografici oggi invalicabili, se non con i dovuti permessi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignright" style="width: 498px"><img title="Gadara, Foro romano" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/giordania/2.jpg" alt="Gadara, Foro romano" width="488" height="303" /><p class="wp-caption-text">Gadara, Foro romano</p></div>
<p style="text-align: justify;">Colline e altopiani di verde scarso, un tempo scenari di scambi commerciali e culturali che portarono allo splendore Gadara e altre città oggi poco più che polvere. Sotto questa luce accecante, la valle, le alture e il lago sorridono e appaiono pacifici. Rilievi collinosi di ulivi e pini mi restituiscono i profumi delle terre mediterranee. Cerco di ricostruire le glorie di questa città fiorente nel II secolo d.C. e ne colgo solo il Foro e l’antico Teatro. Più avanti il Ninfeo e le Terme, con i loro mosaici e quel che resta di altre colonne e statue.<br />
La città giace seppellita sotto il peso di un passato tanto grande quanto devastante, che la oscurò sin dall’epoca bizantina. Ne restano scavi archeologici tuttora aperti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 475px"><img title="Gerasa, Cardo Maximus" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/giordania/3.jpg" alt="Gerasa, Cardo Maximus" width="465" height="350" /><p class="wp-caption-text">Gerasa, Cardo Maximus</p></div>
<p style="text-align: justify;">Più a sud, a metà strada tra Gadara e Amman, sorge in tutto il suo splendore antico <strong>Gerasa</strong>, l’odierna <strong>Jerash</strong>. Gerasa la romana potrebbe non sorprendere un turista italiano, avvezzo alle architetture urbane dell’antico Impero. Ma sulla via che unisce Amman e Damasco scopro una vera e propria <strong>Pompei d’Oriente</strong>, come è anche chiamata Gerasa: scenografici e ben conservati sono il monumentale arco di Adriano all’ingresso della città, il Foro dalla forma ovale delineato da un colonnato quasi integro, il Teatro Grande, la demarcazione netta del piano urbano prodotta da cardo (Cardo Maximus) e decumano, la chiesa dei Santi Cosma e Damiano con un meraviglioso pavimento mosaicato, il Ninfeo e il Tempio di Artemide dalle colonne antisismiche.<br />
Qui non si respira tensione, la zona trasmette la serenità del benessere imperale. Non si scorge alcun confine incerto all’orizzonte, solo la città moderna.<br />
Nel 129 d.C. soggiornò a Gerasa l’imperatore Adriano. Ripercorro le memorie del grande Cesare che rese splendida questa città. Il <strong>Foro ovale</strong> è circondato da 56 colonne… è uno spazio adeguatamente ampio per ospitare magnificenza e regalità. Si scoprono segni di vita quotidiana e della vitalità della cittadina anche lungo gli 800 metri del <strong>Cardo Maximus</strong>, nei solchi lasciati dai carri sulla pavimentazione a lastroni. Importante è anche la celebrazione del culto, riconoscibile nell’imponenza del <strong>Tempio di Artemide</strong>, con la sua larga scalinata, e nei resti di tredici chiese, tra cui quella dei Santi Cosma e Damiano (del VI secolo d.C.), con i suoi pavimenti rivestiti di mosaici.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignright" style="width: 505px"><img title="Gerasa, ai piedi del Tempio di Artemide " src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/giordania/4.jpg" alt="Gerasa, ai piedi del Tempio di Artemide " width="495" height="319" /><p class="wp-caption-text">Gerasa, ai piedi del Tempio di Artemide </p></div>
<p style="text-align: justify;">Dopo il passaggio dell’illustre ospite, ebbe inizio il rapido declino urbano di queste terre accecanti; dopo l’epoca persiana ci pensarono le sabbie del deserto a preservarne le ricchezze. Fu un tedesco a riscoprirla, nel 1806, e quel che si vede oggi è stato portato alla luce solo dopo il 1920.<br />
 Ripercorro la storia e mi sposto al VI secolo d.C., a sud di Amman, direzione Mar Morto.<br />
 Respiro atmosfere bibliche, rimaste distanti dallo sviluppo dei tempi, nella <strong>chiesa greco-ortodossa di San Giorgio a Madaba</strong>, dove i luoghi santi, dalla Palestina alla Mesopotamia, dall’Egitto a Gerico, sono stati riprodotti in un mosaico topografico che rivestiva l’intera pavimentazione della chiesa. Era la rigogliosa età di Bisanzio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 475px"><img title="Strada centrale di Madaba" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/giordania/5.jpg" alt="Strada centrale di Madaba" width="465" height="361" /><p class="wp-caption-text">Strada centrale di Madaba</p></div>
<p style="text-align: justify;">Da quel che resta delle migliaia di tessere multicolore si evince che quello che oggi è deserto era allora un territorio rigoglioso di vita animale e vegetale; le gazzelle e i leoni riprodotti testimoniano il costume della caccia e giustificano l’esistenza dei cosiddetti “castelli nel deserto”, edifici come fortezze erette a est di Amman, concepiti per la caccia e il riposo.<br />
Città dei mosaici, la <strong>Medeba</strong> della Bibbia, capitale dei Moabiti in lotta contro il popolo d’Israele secoli prima di Cristo, dall’VIII al XIX secolo fu abbandonata, per declino politico e devastazione sismica, e oggi è risorta secondo lo stile mediorientale moderno. Sviluppatasi come città dei commerci sotto Roma, oggi è tornata a esaltare quella sua originaria anima commerciale, lungo le strade costeggiate di negozi e animate da traffico, da passanti come nelle giornate di festa, da urla unite a clacson di auto. Striscioni pubblicitari e insegne, vetrine riempite di oggetti per turisti o di gusto islamico. Non c’è riposo. Forse così era secoli fa.</p>
<p style="text-align: right;">Francesca Desiderio</p>



Condividi:


	<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1977&amp;t=Storiche%20citt%C3%A0%20giordane%3A%20Gadara%2C%20Gerasa%2C%20Madaba" title="Facebook"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/facebook.png" title="Facebook" alt="Facebook" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=edit&amp;bkmk=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1977&amp;title=Storiche%20citt%C3%A0%20giordane%3A%20Gadara%2C%20Gerasa%2C%20Madaba" title="Google"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/googlebookmark.png" title="Google" alt="Google" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="mailto:?subject=Storiche%20citt%C3%A0%20giordane%3A%20Gadara%2C%20Gerasa%2C%20Madaba&amp;body=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1977" title="E-mail this story to a friend!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/email_link.png" title="E-mail this story to a friend!" alt="E-mail this story to a friend!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="https://favorites.live.com/quickadd.aspx?marklet=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1977&amp;title=Storiche%20citt%C3%A0%20giordane%3A%20Gadara%2C%20Gerasa%2C%20Madaba" title="Live"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/live.png" title="Live" alt="Live" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1977&amp;t=Storiche%20citt%C3%A0%20giordane%3A%20Gadara%2C%20Gerasa%2C%20Madaba" title="MySpace"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/myspace.png" title="MySpace" alt="MySpace" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="javascript:window.print();" title="Print this article!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/printer.png" title="Print this article!" alt="Print this article!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1977" title="Technorati"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/technorati.png" title="Technorati" alt="Technorati" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/home?status=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1977" title="TwitThis"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/twitter.gif" title="TwitThis" alt="TwitThis" class="sociable-hovers" /></a>


<br/><br/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tempovissuto.it/?feed=rss2&amp;p=1977</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli “Strawberry Beds” di Dublino</title>
		<link>http://www.tempovissuto.it/?p=1996</link>
		<comments>http://www.tempovissuto.it/?p=1996#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 17:21:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Christchurch]]></category>
		<category><![CDATA[Dublin Castle]]></category>
		<category><![CDATA[dublino]]></category>
		<category><![CDATA[Grafton]]></category>
		<category><![CDATA[idee vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[mirtilli]]></category>
		<category><![CDATA[O’ Connel Street]]></category>
		<category><![CDATA[pub]]></category>
		<category><![CDATA[Strawberry Beds]]></category>
		<category><![CDATA[strawberry hall]]></category>
		<category><![CDATA[temple bar]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi & Turismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempovissuto.it/?p=1996</guid>
		<description><![CDATA[<img align="left" src="http://www.tempovissuto.it/images/news/newssett010/anteprima/11.jpg">Una gita fuori porta verso gli incontaminati Strawberry Beds di Dublino, per metter da parte le classiche località, imparando a vedere attraverso gli occhi di chi, in questa città, ci vive.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Una gita fuori porta verso gli incontaminati Strawberry Beds di Dublino, per metter da parte le classiche località, imparando a vedere attraverso gli occhi di chi, in questa città, ci vive.</em></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 409px"><img title="Strawberry beds" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/dublino2/1.jpg" alt="Strawberry beds" width="399" height="313" /><p class="wp-caption-text">Strawberry beds</p></div>
<p style="text-align: justify;">Tutti coloro che visitano una città nuova amano vedere i posti più famosi, quelli più importanti, i più imponenti. Dublino ne è piena e offre ai turisti una miriade di percorsi e di luoghi d’interesse da non perdere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la vera Dublino non è solo Grafton e O’ Connel Street, Christchurch, Dublin Castle o Temple Bar ; Dublino è una fonte inesauribile di sorprese, di posti da esplorare, di persone con cui parlare, di atmosfere da vivere.<br />
Chi è stato più di tre o quattro giorni in questa bellissima capitale ha potuto letteralmente scoprire dei luoghi poco conosciuti e poco pubblicizzati, belli almeno quanto quelli più noti, e che racchiudono davvero lo <strong>spirito della città</strong> e del suo popolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per coloro che non riescono a rinunciare alla loro vena turistica , ma che ricercano comunque luoghi non convenzionali da visitare, assaporando in questo modo un piccolo pezzetto di quotidianità irlandese, il mio suggerimento è quello di fare una visita a <strong>Strawberry Beds</strong>, uno dei posti, a mio avviso, più belli, distante appena 6 Km, verso Ovest, dal centro di Dublino.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 443px"><img title="Ristorante Angler's Rest" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/dublino2/2.jpg" alt="Ristorante Angler's Rest" width="433" height="242" /><p class="wp-caption-text">Ristorante Angler&#39;s Rest</p></div>
<p style="text-align: justify;">Un angolo di campagna incontaminato e silenzioso che si estende lungo le rive settentrionali del fiume Liffey, fra i villaggi di Chapelizod e  Lucan, approssimativamente non lontano dal Phoenix Park, il parco più grande della città (che si estende su una superficie doppia rispetto a quella di tutti i principali parchi di Londra messi insieme).<br />
Gli Strawberry Beds, chiamati così per i frutti che vi crescono, e che un tempo venivano venduti sul bordo della strada, sono una meta molto apprezzata dai dublinesi, amanti della natura e della tranquillità.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 431px"><img title="Veduta lungo l'erta di Knockmaroon" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/dublino2/3.jpg" alt="Veduta lungo l'erta di Knockmaroon" width="421" height="352" /><p class="wp-caption-text">Veduta lungo l&#39;erta di Knockmaroon</p></div>
<p style="text-align: justify;">La costanza dei pochi visitatori che intraprende questo percorso “tutto in salita” viene ricompensata poi dalla possibilità di “gustare segretamente” degli invitanti <strong>mirtilli selvaggi</strong>.<br />
La sensazione è quella di sentirsi parte di un quadro “impressionista” dai colori forti e accesi&#8230; un miracolo in un&#8217;epoca come la nostra di profondo sviluppo edilizio indiscriminato.<br />
Un piccolo paradiso verde dichiarato protetto (fortunatamente!), in cui si può semplicemente passeggiare e rilassarsi, ammirando piccoli paesaggi naturali, ogni volta che si sposta lo sguardo, o graziose casette dalle tipiche porte colorate (una caratteristica cara ai dublinesi).</p>
<p style="text-align: justify;">Percorrendo a piedi lungo l&#8217;erta di Knockmaroon Hill, il versante vicino al paese di Chapelizod, (punto preferito tra l&#8217;altro dal noto scrittore irlandese James Joyce per ammirare il fiume Liffey) c&#8217;è la possibilità di rifocillarsi da <strong>Angler&#8217;s Rest,</strong> un ristorantino (vincitore come 2010 best bar food) stile cottage specializzato in prelibatezze di mare, dall&#8217;allure edonistica&#8230; assaggiare il tipico salmone affumicato in salsa tartara o semplicemente sorseggiare davanti al tepore del caminetto un classico Irish Coffee, perfetto per riscaldarsi nelle piovose giornate estive di Dublino.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 464px"><img title="Interno dell'Irish pub &quot;Strawberry Hall&quot;" src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/dublino2/5.jpg" alt="Interno dell'Irish pub &quot;Strawberry Hall&quot;" width="454" height="278" /><p class="wp-caption-text">Interno dell&#39;Irish pub &quot;Strawberry Hall&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">In alternativa, per coloro che non hanno paura di sfidare le intemperie, potete proseguire un altro chilometro per placare la “sete di birra”, o meglio di pinta, al suggestivo <strong>Strawberry Hall</strong>, che ha la fama di essere il secondo pub più antico della città, fatto poco noto alle grandi folle.<br />
Un autentico tesoro rimasto intatto negli anni, che merita davvero questa scarpinata on air!</p>
<p style="text-align: right;">Zaira Leone</p>



Condividi:


	<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1996&amp;t=Gli%20%E2%80%9CStrawberry%20Beds%E2%80%9D%20di%20Dublino" title="Facebook"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/facebook.png" title="Facebook" alt="Facebook" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=edit&amp;bkmk=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1996&amp;title=Gli%20%E2%80%9CStrawberry%20Beds%E2%80%9D%20di%20Dublino" title="Google"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/googlebookmark.png" title="Google" alt="Google" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="mailto:?subject=Gli%20%E2%80%9CStrawberry%20Beds%E2%80%9D%20di%20Dublino&amp;body=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1996" title="E-mail this story to a friend!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/email_link.png" title="E-mail this story to a friend!" alt="E-mail this story to a friend!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="https://favorites.live.com/quickadd.aspx?marklet=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1996&amp;title=Gli%20%E2%80%9CStrawberry%20Beds%E2%80%9D%20di%20Dublino" title="Live"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/live.png" title="Live" alt="Live" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1996&amp;t=Gli%20%E2%80%9CStrawberry%20Beds%E2%80%9D%20di%20Dublino" title="MySpace"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/myspace.png" title="MySpace" alt="MySpace" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="javascript:window.print();" title="Print this article!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/printer.png" title="Print this article!" alt="Print this article!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1996" title="Technorati"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/technorati.png" title="Technorati" alt="Technorati" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/home?status=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1996" title="TwitThis"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/twitter.gif" title="TwitThis" alt="TwitThis" class="sociable-hovers" /></a>


<br/><br/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tempovissuto.it/?feed=rss2&amp;p=1996</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Creare Finzioni, mostra collettiva  Dal 30 agosto al 10 settembre</title>
		<link>http://www.tempovissuto.it/?p=1971</link>
		<comments>http://www.tempovissuto.it/?p=1971#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 17:34:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempovissuto.it/?p=1971</guid>
		<description><![CDATA[   L&#8217;EVENTO: Sono esposte in mostra le opere degli artisti Carolina Barbolla, Luca Fiorani, Marco Folchi, Daniel Lifschitz, Cristina Madini, Manuela Sassi.  Giocare su un quel piano della realtà che di solito si chiama finzione non significa falsificare la realtà, ma spostarla su un piano diverso, che genera differenza. La finzione è un piano essenziale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><strong> </strong></div>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 370px"><strong><img title="&quot;Ischia&quot; - opera di Madini - olio su tela 120 x 80" src="http://www.tempovissuto.it/images/app/madini.jpg" alt="&quot;Ischia&quot; - opera di Madini - olio su tela 120 x 80" width="360" height="240" /></strong><p class="wp-caption-text">&quot;Ischia&quot; - opera di Madini - olio su tela 120 x 80</p></div>
<p> <strong>L&#8217;EVENTO: </strong>Sono esposte in mostra le opere degli artisti Carolina Barbolla, Luca Fiorani, Marco Folchi, Daniel Lifschitz, Cristina Madini, Manuela Sassi. </p>
<p style="text-align: justify;">Giocare su un quel piano della realtà che di solito si chiama finzione non significa falsificare la realtà, ma spostarla su un piano diverso, che genera differenza. La finzione è un piano essenziale, non alternativo alla realtà, ma la più estrema e provocante forma di libertà, che l’arte utilizza per caratterizzarsi, mostrando come la diversità degli approcci riesca a contribuire e a comprendere la problematica della mimesi e della finzione in tutta la sua complessità. </p>
<p><strong>DOVE:</strong> <strong>Roma, </strong>Galleria d&#8217;arte RossoCinabro, Via Raffaele Cadorna, 28. </p>
<p><strong>INFO:</strong><br />
Galleria d&#8217;arte RossoCinabro<br />
tel. 06 60658125 cell. 334 3422616<br />
<a href="mailto:rossocinabro@gmail.com">rossocinabro@gmail.com</a><br />
L&#8217;ingresso è libero.<br />
La mostra è aperta dal lunedì a venerdì, 11:00 – 19:30 </p>
<p><strong>SITO DELL&#8217;EVENTO: </strong><a href="http://www.rossocinabro.com/">www.rossocinabro.com</a></p>



Condividi:


	<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1971&amp;t=Creare%20Finzioni%2C%20mostra%20collettiva%20%3Cbr%3E%20Dal%2030%20agosto%20al%2010%20settembre" title="Facebook"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/facebook.png" title="Facebook" alt="Facebook" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=edit&amp;bkmk=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1971&amp;title=Creare%20Finzioni%2C%20mostra%20collettiva%20%3Cbr%3E%20Dal%2030%20agosto%20al%2010%20settembre" title="Google"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/googlebookmark.png" title="Google" alt="Google" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="mailto:?subject=Creare%20Finzioni%2C%20mostra%20collettiva%20%3Cbr%3E%20Dal%2030%20agosto%20al%2010%20settembre&amp;body=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1971" title="E-mail this story to a friend!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/email_link.png" title="E-mail this story to a friend!" alt="E-mail this story to a friend!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="https://favorites.live.com/quickadd.aspx?marklet=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1971&amp;title=Creare%20Finzioni%2C%20mostra%20collettiva%20%3Cbr%3E%20Dal%2030%20agosto%20al%2010%20settembre" title="Live"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/live.png" title="Live" alt="Live" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1971&amp;t=Creare%20Finzioni%2C%20mostra%20collettiva%20%3Cbr%3E%20Dal%2030%20agosto%20al%2010%20settembre" title="MySpace"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/myspace.png" title="MySpace" alt="MySpace" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="javascript:window.print();" title="Print this article!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/printer.png" title="Print this article!" alt="Print this article!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1971" title="Technorati"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/technorati.png" title="Technorati" alt="Technorati" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/home?status=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1971" title="TwitThis"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/twitter.gif" title="TwitThis" alt="TwitThis" class="sociable-hovers" /></a>


<br/><br/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tempovissuto.it/?feed=rss2&amp;p=1971</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>33° Palio Città di Pescia &#8211; Un tuffo nel MedioevoDal 28 agosto al 5 settembre 2010</title>
		<link>http://www.tempovissuto.it/?p=1936</link>
		<comments>http://www.tempovissuto.it/?p=1936#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 13:33:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempovissuto.it/?p=1936</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;EVENTO: Ogni anno a Pescia, la prima domenica di Settembre, si disputa il Palio degli Arcieri. Per l’occasione la città assume una veste suggestiva con le strade e le piazze del centro storico abbellite con i vessilli dei quattro Rioni contendenti. Gli arcieri di Ferraia, S. Maria, S. Michele e S. Francesco, quel giorno daranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 455px"><img src="http://www.tempovissuto.it/images/app/pescia.jpg" alt="" width="445" height="299" /><p class="wp-caption-text">Rione S. Maria, vincitore dell&#39;edizione 2009</p></div>
<p><strong>L&#8217;EVENTO</strong>: Ogni anno a Pescia, la prima domenica di Settembre, si disputa il <strong>Palio degli Arcieri</strong>.<br />
Per l’occasione la città assume una veste suggestiva con le strade e le piazze del centro storico abbellite con i vessilli dei quattro Rioni contendenti.<br />
Gli arcieri di Ferraia, S. Maria, S. Michele e S. Francesco, quel giorno daranno il meglio di sé stessi per conquistare il Palio.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p><strong>Sabato 28 Agosto</strong><br />
Apertura delle manifestazioni del 33° Palio<br />
<em>Ore 21,00 Piazza del Grano: </em>spettacolo medievale di arte varia con i Babuska Medieval, a seguire “Zott…il fuoco che cammina” – Cantiere Ikrea</p>
<p><strong>Domenica 29 Agosto</strong><br />
Dal mattino<br />
<em>Piazza Mazzini:</em> Mercatino Medievale di Arti e Mestieri, esposizione prodotti tipici delle 10 Castella, tenda gastronomica dei 4 Rioni Pesciatini, mostra scambio di oggetti d’epoca, libri, cartoline e opere d’arte collegati all’attività venatoria e alla vita in campagna in collaborazione con A.R.C.A. 113 ecologico<br />
onlus e Sezione comunale Federcaccia “G. Puccini” di Pescia – Giocolieri e falconieri</p>
<p><em>Ore 16,30:</em> Presentazione e sfilata dei figuranti delle Dieci Castella in abito storico<br />
<em>Ore 17,00 Piazza Mazzini</em> : 8° trofeo di “Palla al Paniere”, una sfida avvincente tra squadre di giovani rappresentanti i Rioni cittadini.<br />
<em>Ore 21,30 Piazza del Grano:</em> Sfilata di moda</p>
<p><strong>Lunedì 30 Agosto &#8211; Martedì 31 &#8211; Mercoledì 1 – Giovedì 2 Settembre</strong><br />
Cene propiziatorie nei quattro rioni:<br />
Lunedì: Ferraia, Martedì: S. Michele, Mercoledì: S. Francesco, Giovedì: S. Maria</p>
<p><strong>Venerdì 3 Settembre<br />
</strong><em>Ore 20,30 Cattedrale S. Maria Assunta:</em> Benedizione del Palio e dei Gonfaloni della Lega dei Rioni e dei 4 Rioni. Sfilata con torce in notturna dei rioni, per le strade cittadine fino a Piazza Mazzini.<br />
Presentazione del Palio, dei paglioni, degli Arcieri e sorteggio delle postazioni di tiro.<br />
Spettacolo di musici e sbandieratori.<br />
Sarà presentata la Dama di Pescia, (quest’anno del Rione Ferraia), che parteciperà alla 11° edizione del Concorso<br />
“La Bellezza e Eleganza della Donna nel Medioevo e nel Rinascimento”</p>
<p><strong>Sabato 4 Settembre<br />
</strong><em>Ore 21,00 Piazza Mazzini</em> : 11° Edizione del Concorso “La Bellezza e l’Eleganza della Donna nel Medioevo e nel Rinascimento” (in caso di pioggia la manifestazione avrà luogo al Palazzetto dello sport)</p>
<p><strong>Domenica 5 Settembre</strong><br />
Dalle <em>ore 10,15 nei quattro Rioni e in Piazza Mazzini</em>, l’Araldo, accompagnato dai Musici, annuncerà alla città la disputa del Palio<br />
<em>Ore 15,00:</em> Corteggio storico per le vie della città fino a Piazza Mazzini<br />
Saranno presenti i figuranti delle 10 Castella ed i gruppi delle città ospiti</p>
<p><em>Ore 17,00</em> <em>Piazza Mazzini:</em> Disputa del 33° Palio Città di Pescia realizzato quest’anno dall’Associazione Forma Tonda dal titolo “Sorana, fuga da Lignana”<br />
Estrazione dei biglietti della lotteria abbinati ai 4 Rioni<br />
<em>Dalle ore 19,30 Piazza del Grano:</em> “Il Palio a Tavola”</p>
<p><strong>DOVE:</strong> Pescia (PT)</p>
<p><strong>INFO<br />
</strong><strong><br />
</strong>Ufficio Turismo Pescia<br />
Tel. 0572 490919 Fax 0572 499933<br />
<a href="mailto:turismo@comune.pescia.pt.it">turismo@comune.pescia.pt.it</a><br />
Per info nei giorni di Sabato e Domenica:<br />
Punto Informazioni di Collodi<br />
Tel. 0572 429660</p>
<p><strong>SITO DELL&#8217;EVENTO:</strong> <a href="http://www.paliocittadipescia.it">www.paliocittadipescia.it</a></p>



Condividi:


	<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1936&amp;t=33%C2%B0%20Palio%20Citt%C3%A0%20di%20Pescia%20-%20Un%20tuffo%20nel%20Medioevo%3Cbr%3EDal%2028%20agosto%20al%205%20settembre%202010" title="Facebook"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/facebook.png" title="Facebook" alt="Facebook" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=edit&amp;bkmk=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1936&amp;title=33%C2%B0%20Palio%20Citt%C3%A0%20di%20Pescia%20-%20Un%20tuffo%20nel%20Medioevo%3Cbr%3EDal%2028%20agosto%20al%205%20settembre%202010" title="Google"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/googlebookmark.png" title="Google" alt="Google" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="mailto:?subject=33%C2%B0%20Palio%20Citt%C3%A0%20di%20Pescia%20-%20Un%20tuffo%20nel%20Medioevo%3Cbr%3EDal%2028%20agosto%20al%205%20settembre%202010&amp;body=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1936" title="E-mail this story to a friend!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/email_link.png" title="E-mail this story to a friend!" alt="E-mail this story to a friend!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="https://favorites.live.com/quickadd.aspx?marklet=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1936&amp;title=33%C2%B0%20Palio%20Citt%C3%A0%20di%20Pescia%20-%20Un%20tuffo%20nel%20Medioevo%3Cbr%3EDal%2028%20agosto%20al%205%20settembre%202010" title="Live"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/live.png" title="Live" alt="Live" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1936&amp;t=33%C2%B0%20Palio%20Citt%C3%A0%20di%20Pescia%20-%20Un%20tuffo%20nel%20Medioevo%3Cbr%3EDal%2028%20agosto%20al%205%20settembre%202010" title="MySpace"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/myspace.png" title="MySpace" alt="MySpace" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="javascript:window.print();" title="Print this article!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/printer.png" title="Print this article!" alt="Print this article!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1936" title="Technorati"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/technorati.png" title="Technorati" alt="Technorati" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/home?status=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1936" title="TwitThis"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/twitter.gif" title="TwitThis" alt="TwitThis" class="sociable-hovers" /></a>


<br/><br/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tempovissuto.it/?feed=rss2&amp;p=1936</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Amare incondizionatamente</title>
		<link>http://www.tempovissuto.it/?p=1894</link>
		<comments>http://www.tempovissuto.it/?p=1894#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 14:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La vera libertà]]></category>
		<category><![CDATA[amare]]></category>
		<category><![CDATA[amare incondizionatamente]]></category>
		<category><![CDATA[amarsi]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[amore scambio]]></category>
		<category><![CDATA[amore surrogato]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[gioia]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
		<category><![CDATA[sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[usare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempovissuto.it/?p=1894</guid>
		<description><![CDATA[<img align="left" src="http://www.tempovissuto.it/images/news/newsago010/anteprima/11.jpg">Cosa si intende quando diciamo che l’amore dovrebbe essere incondizionato? Ha a che fare con i fatto che l’amore sia “cieco”? Condizionare vuol dire, secondo il dizionario Devoto-Oli, “Subordinare a determinate condizioni”, che sono “dati di fatto che costituiscono il presupposto necessario... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cosa si intende quando diciamo che l’amore dovrebbe essere incondizionato? Ha a che fare con i fatto che l’amore sia “cieco”? Condizionare vuol dire, secondo il dizionario Devoto-Oli, “<em>Subordinare a determinate condizioni”,</em> che sono <em>“dati di fatto che costituiscono il <strong>presupposto</strong> necessario perché qualcosa abbai luogo</em>”. Amare condizionatamente significa amare in cambio di presupposti determinati, quali possono essere un vantaggio, un utile, un guadagno.<br />
<img class="alignleft" style="margin: 10px;" src="http://www.tempovissuto.it/images/varie/catene.jpg" alt="" width="296" height="430" />Se amo con lo scopo di essere felice, di sentirmi importante, di non sentirmi più solo, se amo per essere amato, per essere capito e  compreso, per sentirmi visibile e di valore, per accrescere la mia autostima o qualsiasi altro motivo, pongo una condizione: “amo <strong>se, e solo se</strong>, questa condizione viene soddisfatta”. Se amo perché conto di ottenere la felicità, ma ciò non avviene, smetterò di amare; se amo per sentirmi importante, apprezzato e capito, ma non avviene niente di tutto questo, smetterò di amare; se amo per essere amato, per il mio bisogno di amore e non lo appago, allora smetterò di amare.<br />
Ma questo io non lo chiamo amore, <strong>questo</strong> altro non <strong>è che uno scambio</strong> “commerciale” tra due persone che barattano il proprio amore in cambio di qualcosa che gli manca e di cui hanno bisogno, <strong>questo è un surrogato scadente, che oggi chiamiamo amore</strong>.<br />
Fromm scriveva, ma vale tutt’oggi, che “<em>c’è poco da sorprendersi se i rapporti d’amore seguono lo stesso modello di ‘scambio’ che regola la vita pratica</em>” riferendosi al prevalere del successo materiale come valore fondante della cultura. De Mello diceva: “<em>Dove c’è amore non ci sono pretese, aspettative, dipendenza&#8230; Se ho bisogno di te per essere felice [sicuro, importante, amato], ti devo <strong>usare, manipolare&#8230; non ti posso lasciare libero</strong></em>”.<br />
Amare è una scelta che facciamo, a cui non possiamo porre condizioni perché immediatamente sceglieremmo di non amare ma di barattare, commerciare qualcosa per ottenerne un vantaggio. Aristotele sosteneva che l’amicizia (ma vale anche per l’amore) vera, perfetta, si ha solo quando due persone <strong>si amano per se stesse</strong>, per il loro intrinseco valore morale. Scegliamo di amare perché ci piace, perché ci fa stare bene, per un positivo “egoismo”, perché traiamo piacere dal solo fatto di amare, senza condizioni, e amiamo l’altro senza “se”, soltanto per quello che è e non è, per se stesso.<br />
Il vero amore è quello incondizionato, quello che nasce dalla nostra scelta di <strong>amare un’altra persona per quel che lei è, per il solo piacere di amare</strong>.</p>
<p style="text-align: right;">Giacomo Papasidero<br />
Coach e formatore<br />
<a href="http://www.giacomopapasidero.it/">www.giacomopapasidero.it</a><br />
<a href="mailto:coach@giacomopapasidero.it">coach@giacomopapasidero.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>



Condividi:


	<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1894&amp;t=Amare%20incondizionatamente" title="Facebook"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/facebook.png" title="Facebook" alt="Facebook" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=edit&amp;bkmk=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1894&amp;title=Amare%20incondizionatamente" title="Google"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/googlebookmark.png" title="Google" alt="Google" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="mailto:?subject=Amare%20incondizionatamente&amp;body=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1894" title="E-mail this story to a friend!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/email_link.png" title="E-mail this story to a friend!" alt="E-mail this story to a friend!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="https://favorites.live.com/quickadd.aspx?marklet=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1894&amp;title=Amare%20incondizionatamente" title="Live"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/live.png" title="Live" alt="Live" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1894&amp;t=Amare%20incondizionatamente" title="MySpace"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/myspace.png" title="MySpace" alt="MySpace" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="javascript:window.print();" title="Print this article!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/printer.png" title="Print this article!" alt="Print this article!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1894" title="Technorati"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/technorati.png" title="Technorati" alt="Technorati" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/home?status=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1894" title="TwitThis"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/twitter.gif" title="TwitThis" alt="TwitThis" class="sociable-hovers" /></a>


<br/><br/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tempovissuto.it/?feed=rss2&amp;p=1894</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il viaggio: un’esperienza necessaria, capace di trasformarsi in ricerca personale</title>
		<link>http://www.tempovissuto.it/?p=1892</link>
		<comments>http://www.tempovissuto.it/?p=1892#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 14:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri & Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[dovevo andarci]]></category>
		<category><![CDATA[govier katherine]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro]]></category>
		<category><![CDATA[storie di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[viaggiare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempovissuto.it/?p=1892</guid>
		<description><![CDATA[<img align="left" src="http://www.tempovissuto.it/images/news/newsago010/anteprima/10.jpg">
Un libro come puzzle di esperienze personali, per capire che in ogni tempo e in ogni luogo viaggiare può significare analisi e comprensione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Un libro come puzzle di esperienze personali, per capire che in ogni tempo e in ogni luogo viaggiare può significare analisi e comprensione.</em></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Ho percorso un’infinità di chilometri in volo e ancora molti ne percorrerò. Chissà che mal di piedi ha la mia anima, ormai</em>” scrive Douglas Coupland, uno degli autori dei 15 racconti raccolti in  Dovevo andarci. Scrittori in viaggio con se stessi.<br />
Ci sono occasioni, nella vita di ogni uomo, in cui uno spostamento, pur momentaneo, induce a esaminare la propria persona e la propria vita. Ci sono tanti luoghi nel mondo, pur diversi tra loro, capaci di comunicare con il passato di una persona, o che si ritrovano in linea con il suo presente o con le aspettative sul suo futuro.<br />
<img class="alignleft" style="margin: 10px;" src="http://www.tempovissuto.it/images/libri/Dovevoandarci.jpg" alt="" width="200" height="285" />Dal Canada al Polo Nord, dalla Somalia alla Birmania, dal Giappone alle Galapagos, i racconti dimostrano come la varietà, di luoghi e di esperienze, sia alla base del dialogo con la vita e le sue forme. Gli autori raccolti nel libro offrono punti di vista differenti su quel che vedono e che vivono, tutti comunque presi da una ricerca affannata di qualcosa non ancora afferrato. Mossi da un anelito di verità, gli scrittori si muovono ora con curiosità ora con premura, ora con ardore ora con nostalgia. Trovano spazio la sofferenza al ricordo del proprio passato, l’ansia nello sfidare i propri limiti fisici, la volontà di imparare dalla cultura locale, il desiderio di ripercorrere itinerari percorsi da grandi personaggi del passato e tanti altri atteggiamenti. Tante sensibilità da mettere a confronto. E non per forza accomunate dalla stessa cultura di partenza. Gli scrittori sono americani oppure di origine europea e asiatica.<br />
Sono descritti luoghi, abitanti, abitudini e tradizioni locali, reazioni alla visita di un viaggiatore straniero; i luoghi di un campo di concentramento della Seconda Guerra Mondiale, una corsa su mezzi a motore precari in condizioni precarie sul confine tra due Paesi instabili. A volte il racconto non descrive altro che un volo aereo, la presa di coscienza delle condizioni politiche di un Paese in guerra, un tragitto percorso con scopi scientifici.<br />
Ciascuno di noi saprà riconoscersi almeno in una di quelle esperienze, oppure trarrà la dovuta ispirazione per preparare il suo prossimo viaggio. Ricordando sempre che il viaggio risponde a un’esigenza interiore e che la meta raggiunta deve saper toccare le corde del proprio animo, nel bene o nel male, per lasciare qualcosa di sé.</p>
<p style="text-align: justify;">
<em>Govier Katherine, a cura di, &#8220;Dovevo andarci. Scrittori in viaggio con se stessi&#8221;, Mondadori, Milano (2004) 2006, € 8,40.</em></p>
<p style="text-align: right;">Francesca Desiderio</p>
<p style="text-align: justify;">



Condividi:


	<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1892&amp;t=Il%20viaggio%3A%20un%E2%80%99esperienza%20necessaria%2C%20capace%20di%20trasformarsi%20in%20ricerca%20personale" title="Facebook"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/facebook.png" title="Facebook" alt="Facebook" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=edit&amp;bkmk=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1892&amp;title=Il%20viaggio%3A%20un%E2%80%99esperienza%20necessaria%2C%20capace%20di%20trasformarsi%20in%20ricerca%20personale" title="Google"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/googlebookmark.png" title="Google" alt="Google" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="mailto:?subject=Il%20viaggio%3A%20un%E2%80%99esperienza%20necessaria%2C%20capace%20di%20trasformarsi%20in%20ricerca%20personale&amp;body=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1892" title="E-mail this story to a friend!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/email_link.png" title="E-mail this story to a friend!" alt="E-mail this story to a friend!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="https://favorites.live.com/quickadd.aspx?marklet=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1892&amp;title=Il%20viaggio%3A%20un%E2%80%99esperienza%20necessaria%2C%20capace%20di%20trasformarsi%20in%20ricerca%20personale" title="Live"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/live.png" title="Live" alt="Live" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1892&amp;t=Il%20viaggio%3A%20un%E2%80%99esperienza%20necessaria%2C%20capace%20di%20trasformarsi%20in%20ricerca%20personale" title="MySpace"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/myspace.png" title="MySpace" alt="MySpace" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="javascript:window.print();" title="Print this article!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/printer.png" title="Print this article!" alt="Print this article!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1892" title="Technorati"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/technorati.png" title="Technorati" alt="Technorati" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/home?status=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1892" title="TwitThis"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/twitter.gif" title="TwitThis" alt="TwitThis" class="sociable-hovers" /></a>


<br/><br/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tempovissuto.it/?feed=rss2&amp;p=1892</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Caravaggio: artista, ma anche uomo</title>
		<link>http://www.tempovissuto.it/?p=1889</link>
		<comments>http://www.tempovissuto.it/?p=1889#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 14:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri & Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[caravaggio]]></category>
		<category><![CDATA[il saggiatore]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[michelangelo merisi]]></category>
		<category><![CDATA[recensione caravaggio]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro caravaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i miei peccati sono mortali. Vita e amori di Caravaggio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempovissuto.it/?p=1889</guid>
		<description><![CDATA[<img align="left" src="http://www.tempovissuto.it/images/news/newsago010/anteprima/9.jpg">Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio, è celebre nel tempo e nello spazio come pittore barocco. Ma prima di Caravaggio, dietro la maschera di colori e forme, chi era Michelangelo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio, è celebre nel tempo e nello spazio come pittore barocco. Ma prima di Caravaggio, dietro la maschera di colori e forme, chi era Michelangelo?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il 2010 è anno caravaggesco. Così a quattrocento anni dalla morte del pittore, fioccano mostre, eventi, cataloghi, libri…<br />
<em>Tutti i miei peccati sono mortali. Vita e amori di Caravaggio</em> (riedizione de Il Saggiatore, 2010) non è semplice biografia; non è solo accurata indagine storica. L’autore del libro, Giuliano Capecelatro, indaga nella vita dell’uomo Michelangelo per farci meglio comprendere l’arte del pittore Caravaggio; un’indagine portata avanti come scrivendo un romanzo che narra in ogni loro sfumatura tutte le contraddizioni del protagonista indiscusso del racconto. Un viaggio biografico in continua oscillazione tra alto e basso, sublime e terreno… religione e peccato.<br />
<img class="alignleft" style="margin: 10px;" src="http://www.tempovissuto.it/images/libri/caravaggio.jpg" alt="" width="200" height="283" />L’opera del maestro barocco è innovativa per la scelta di riportare il trascendentale alla dimensione umana. <em>Peccati</em> <em>mortali</em>: il titolo scelto da Capecelatro è riassuntivo del segno pittorico di Caravaggio: personaggi sacri e soggetti religiosi sono ritratti con una pennellata che dona loro energia, verità, vigore umano. Umanità. L’artista che tutti ammiriamo è tanto salito come pittore, quanto è sceso –  negli inferi – come uomo. E che modo c’è più completo di vivere l’umanità se non sondandola sin negli abissi più profondi? Così il lettore di <em>Tutti i miei peccati sono mortali</em>, pagina dopo pagina, scopre con sorpresa del temperamento iracondo di Michelangelo da Merisi, di risse, schiamazzi e violenze, della vita dissoluta, sino all’accusa di omicidio, la condanna per decapitazione e la fuga che ne segue. Ma come in uno specchio dei contrari, l’ascesa dell’artista si contrappone alla discesa dell’uomo, condividendo le stesse pagine. Ecco allora l’arrivo a Roma – città contraddittoria quanto lui (divisa tra preti e prostitute, rigore e lussuria) – con pochi soldi in tasca, l’apprendistato nelle botteghe e finalmente il successo.<br />
C’è tutto nel viaggio intrapreso da Cacepelatro nell’universo Merisi/Caravaggio: ci sono l’uomo e il pittore, il peccatore e l’attento osservatore della religiosità. C’è anche una pecca però: nella scelta di riprodurre tutti i colori della vita del protagonista, l’autore cade nell’errore – o sceglie – di trascurare una pertinente analisi delle opere, tralasciando peraltro l’inserimento di illustrazioni.<br />
Si tratta allora di un’opera valida, indirizzata però ad un pubblico estimatore di <em>aficionados</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>(Giuliano Capecelatro, “Tutti i miei peccati sono mortali”, Il Saggiatore, 2010, € 11,00)</em></p>
<p style="text-align: right;">           Silvia Blakely</p>



Condividi:


	<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1889&amp;t=Caravaggio%3A%20artista%2C%20ma%20anche%20uomo" title="Facebook"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/facebook.png" title="Facebook" alt="Facebook" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=edit&amp;bkmk=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1889&amp;title=Caravaggio%3A%20artista%2C%20ma%20anche%20uomo" title="Google"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/googlebookmark.png" title="Google" alt="Google" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="mailto:?subject=Caravaggio%3A%20artista%2C%20ma%20anche%20uomo&amp;body=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1889" title="E-mail this story to a friend!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/email_link.png" title="E-mail this story to a friend!" alt="E-mail this story to a friend!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="https://favorites.live.com/quickadd.aspx?marklet=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1889&amp;title=Caravaggio%3A%20artista%2C%20ma%20anche%20uomo" title="Live"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/live.png" title="Live" alt="Live" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1889&amp;t=Caravaggio%3A%20artista%2C%20ma%20anche%20uomo" title="MySpace"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/myspace.png" title="MySpace" alt="MySpace" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="javascript:window.print();" title="Print this article!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/printer.png" title="Print this article!" alt="Print this article!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1889" title="Technorati"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/technorati.png" title="Technorati" alt="Technorati" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/home?status=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1889" title="TwitThis"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/twitter.gif" title="TwitThis" alt="TwitThis" class="sociable-hovers" /></a>


<br/><br/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tempovissuto.it/?feed=rss2&amp;p=1889</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I Buoni vacanza, principi chiave del turismo sociale</title>
		<link>http://www.tempovissuto.it/?p=1880</link>
		<comments>http://www.tempovissuto.it/?p=1880#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 10:52:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[buoni vacanza]]></category>
		<category><![CDATA[bvi]]></category>
		<category><![CDATA[turismo sociale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempovissuto.it/?p=1880</guid>
		<description><![CDATA[<img align="left" src="http://www.tempovissuto.it/images/news/newsago010/anteprima/7.jpg">Garantire il diritto alla vacanza, lottare per le pari opportunità, sostenere la destagionalizzazione attraverso lo strumento sociale del BVI.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Garantire il diritto alla vacanza, lottare per le pari opportunità, sostenere la destagionalizzazione attraverso lo strumento sociale del BVI.</em></p>
<p style="text-align: justify;">In un periodo di crisi economica congiunturale forte, anche la voce del turismo sociale si fa sentire.<br />
Esso promuove l&#8217;accesso alla vacanza per tutti, senza distinzione di età, appartenenza culturale, disponibilità economica e capacità fisica, ed è fondato sui valori della solidarietà, della socializzazione, della crescita della persona e del rispetto dell&#8217;ambiente.<br />
Tutte le realtà federate e la Fitus, Associazione italiana Turismo Sociale, sono impegnate da anni nel trovare le migliori risposte alla questione sociale, particolarmente attente alla qualità dell&#8217;offerta, alla salvaguardia e alla valorizzazione del territorio, ed alla sostenibilità. Affrontare questa questione vuol dire occuparsi di quella parte della sostenibilità poco indagata ma molto importante perché incarna dei valori fondamentali come il diritto per tutti alla vacanza, la lotta alle disparità e alle disuguaglianze, l’accessibilità ai fondi destinati al sociale.<br />
Rimane tuttavia il fatto che emergono sempre nuovi bisogni cui è necessario rispondere adeguatamente e tempestivamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio per questo nasce il progetto BVI, “Buoni Vacanze Italia”, un’impresa sociale non-profit che si batte per garantire l’accesso al turismo per tutti i cittadini italiani, rispondendo dunque ad un interesse di carattere generale.<br />
BVI è l’associazione costituita tra FITuS RETI del turismo sociale  e Assoturismo-Confesercenti, Confturismo-Concommercio  e Federturismo-Confindustria.<br />
<img class="alignleft" style="margin: 10px;" src="http://www.tempovissuto.it/images/notizie/paesaggio.jpg" alt="" width="482" height="326" />L’ accordo di collaborazione tra la F.I.Tu.S. e Federalberghi segna il via ad una alleanza tra il mondo del turismo sociale e quello di tutta la rappresentanza imprenditoriale del settore turismo.<br />
L’Associazione dei Comuni d’Italia (ANCI), poi,  ha sottoscritto con la F.I.Tu.S. un protocollo di sostegno al progetto, mentre quest’ultima si è impegnata a collaborare con i comuni per lo sviluppo delle aree interne.<br />
Il Governo Italiano ha attivato il Fondo per favorire l’accesso al turismo per le categorie più deboli previsto dalla Legge 135/2001, con la creazione di un sistema di buoni vacanza agevolati.<br />
BVI sta consentendo di beneficiare delle agevolazioni previste dall’art. 10 della legge quadro, in proporzione al reddito ed al numero dei componenti del nucleo familiare.<br />
Il buono garantisce almeno il 10% di sconto, ma i soggetti convenzionati possono offrire vantaggi superiori.</p>
<p style="text-align: justify;">Come annunciato, la scadenza del progetto per la fruizione del servizio è stata prorogata sino al 20 dicembre 2010, per consentire di beneficiarne a coloro che non ce l’hanno fatta entro il 30 giugno.<br />
I BVI non sono solo una modalità di pagamento di un servizio ma possono incorporare alcuni significativi benefici per gli utilizzatori, quali: gli sconti derivanti dalle convenzioni con le imprese turistiche, il contributo di Enti Pubblici locali, il contributo dei datori di lavoro e la possibilità di accedere alle provvidenze previste dalla legge sul Turismo 135/2001.<br />
I BVI puntano a diventare uno strumento attraverso cui le Regioni, i Comuni, i Cral e le aziende potranno, in modo semplice ed efficace, veicolare benefici ed agevolazioni ai propri cittadini, associati e dipendenti.<br />
Gli obiettivi del progetto sono finalizzati a facilitare l’accesso al turismo per tutti: famiglie, giovani, anziani, disabili e quel 45% di italiani che non va in vacanza, a favorire uno sviluppo più equo del turismo nazionale, in termini di riequilibrio dei flussi turistici e di spostamento tra nord e sud del Paese e in termini di stagionalità.<br />
Sicuramente i BVI rendono più agevole per gli enti pubblici la gestione e distribuzione della spesa destinata alle vacanze e cure climatiche per particolari categorie disagiate, incrementando in tal modo il numero degli assistiti lasciando al beneficiario la scelta finale dell’esercizio.<br />
Due le principali novità emerse: la possibilità di far rientrare i buoni vacanza nei contratti collettivi di tutti i lavoratori e l’attuazione da parte del governo italiano di una carta dei diritti del turista prevista dalla legge di riforma del 2001, e una futura carta dei doveri del turista con cui il viaggiatore dovrà fare i conti!<br />
Le  opportunità di sviluppo per il turismo sociale sembrano essere rappresentate dagli anziani, visto il progressivo invecchiamento della popolazione, e dai giovani, che iniziano a viaggiare sempre di più. “Questi due elementi – a detta di Francesco Ianniello , responsabile Unità turismo della direzione generale imprese della Commissione europea, durante il Forum europeo del turismo sociale a Riva del Garda – sono importanti sia dal punto di vista economico che sociale, perché ci consentono di superare le barriere ancora esistenti tra i paesi europei e di creare un’Europa veramente unita”.</p>
<p style="text-align: right;">Giulia Ferioli</p>
<p style="text-align: left;">La foto è stata tratta da: <a href="http://www.flickr.com/photos/vagabondiamo/">http://www.flickr.com/photos/vagabondiamo/</a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>



Condividi:


	<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1880&amp;t=I%20Buoni%20vacanza%2C%20principi%20chiave%20del%20turismo%20sociale%20" title="Facebook"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/facebook.png" title="Facebook" alt="Facebook" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=edit&amp;bkmk=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1880&amp;title=I%20Buoni%20vacanza%2C%20principi%20chiave%20del%20turismo%20sociale%20" title="Google"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/googlebookmark.png" title="Google" alt="Google" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="mailto:?subject=I%20Buoni%20vacanza%2C%20principi%20chiave%20del%20turismo%20sociale%20&amp;body=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1880" title="E-mail this story to a friend!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/email_link.png" title="E-mail this story to a friend!" alt="E-mail this story to a friend!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="https://favorites.live.com/quickadd.aspx?marklet=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1880&amp;title=I%20Buoni%20vacanza%2C%20principi%20chiave%20del%20turismo%20sociale%20" title="Live"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/live.png" title="Live" alt="Live" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1880&amp;t=I%20Buoni%20vacanza%2C%20principi%20chiave%20del%20turismo%20sociale%20" title="MySpace"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/myspace.png" title="MySpace" alt="MySpace" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="javascript:window.print();" title="Print this article!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/printer.png" title="Print this article!" alt="Print this article!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1880" title="Technorati"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/technorati.png" title="Technorati" alt="Technorati" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/home?status=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1880" title="TwitThis"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/twitter.gif" title="TwitThis" alt="TwitThis" class="sociable-hovers" /></a>


<br/><br/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tempovissuto.it/?feed=rss2&amp;p=1880</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il business delle crociere non conosce crisi</title>
		<link>http://www.tempovissuto.it/?p=1877</link>
		<comments>http://www.tempovissuto.it/?p=1877#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 10:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Contribution of Cruise Tourism 2009 dell'European Cruise Council]]></category>
		<category><![CDATA[crociere]]></category>
		<category><![CDATA[spese]]></category>
		<category><![CDATA[target]]></category>
		<category><![CDATA[vacanzieri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempovissuto.it/?p=1877</guid>
		<description><![CDATA[<img align="left" src="http://www.tempovissuto.it/images/news/newsago010/anteprima/6.jpg">40 anni di storia del sistema crocieristico, 40 anni di successi. Per un turismo dal mare alla terra, dal porto all’entroterra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>40 anni di storia del sistema crocieristico, 40 anni di successi. Per un turismo dal mare alla terra, dal porto all’entroterra.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Da oltre 40 anni il sistema crocieristico italiano si caratterizza per una crescita continua e progressiva.<br />
Da uno studio condotto dall&#8217;università <em>Ca&#8217; Foscari Formazione e Ricerca</em> sugli effetti del sistema crocieristico, emerge un trend decisamente positivo per quanto riguarda i flussi turistici che, dai circa 700 mila croceristi del 1970 passano ai 4,5 milioni degli anni &#8217;90 per arrivare ai 19 milioni stimati per quest’anno, e ai 25 milioni per il 2015.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Italia si conferma come destinazione europea preferita dai crocieristi (23% del totale transiti), seguita dalla Grecia (20%), dalla Spagna (17%) e dalla Francia (8%) – così come il bacino del Mediterraneo è l&#8217;area del Vecchio Continente che ne attrae il maggior numero.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 10px;" src="http://www.tempovissuto.it/images/notizie/prua.jpg" alt="" width="500" height="320" />Molte le caratteristiche comuni ai turisti delle crociere: si tratta di turisti che si “imbarcano”per la prima volta in questo tipo di viaggio, prediligendo vacanze di circa una settimana. La fascia d’età media è di circa cinquant&#8217;anni, per quanto questo valore sia ultimamente in discesa. La motivazione alla scelta della “destinazione crociera” è da ritrovarsi nella percezione della novità che ancora, dopo 40 anni di storia, la caratterizza, e la capacità di concentrare molte persone in un unico luogo favorendo la socializzazione e lo scambio culturale.<br />
Il profilo del crocierista si è evoluto nel tempo: dal turista facoltoso e con molto tempo libero di una volta a quello giovane, dinamico, esigente di adesso. Oggi il target principale è diventato la famiglia, cui tutte le compagnie si rivolgono con specifiche tariffe. A seguire, gli sposi.<br />
Parola chiave per il mercato crocieristico, specie quello mediterraneo, è la destagionalizzazione: nel Mare Nostrum, infatti, sono in forte aumento i crocieristi nei mesi autunnali e invernali, che in precedenza preferivano spesso le destinazioni caraibiche.<br />
E mentre il turismo come settore <em>in toto</em> è considerato un malato che ha bisogno di trovare le giuste cure, il comparto crocieristico gode di ottima salute. Ci si chiede allora quale sia la sua chiave di successo.<br />
Nel comparto crocieristico è l’offerta a trainare la domanda. La crescita degli ultimi anni è frutto di una diversificazione del mercato. Inoltre, elevata è la concentrazione del mercato: l’80% è suddiviso tra cinque <em>player</em>; le compagnie hanno immesso sul mercato navi sempre più grandi con capacità sempre maggiori in termini di posto letto.<br />
Ecco che si configura la nave come una destinazione piuttosto che come un mezzo per raggiungerla.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati provenienti dal rapporto <em>Contribution of Cruise Tourism 2009 dell&#8217;European Cruise Council</em> descrivono l’impatto economico delle crociere in Europa attraverso cifre da capogiro: durante il 2008 le società di navigazione attive nel mediterraneo e relativi passeggeri hanno generato una spesa pari a 14,2 miliardi di euro, di cui il 30% è finito in mani italiane, facendo del nostro paese il maggior beneficiario dell&#8217;industria crocieristica in Europa.<br />
Se si passa a considerare l&#8217;Europa come luogo d&#8217;origine dei crocieristi, si scopre che gli habitué sono i britannici, seguiti da tedeschi, italiani e spagnoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il settore crocieristico ha risentito molto meno di altri segmenti turistici della crisi economica globale, sia per il buon rapporto qualità-prezzo, sia per l’abile capacità di destagionalizzare l&#8217;offerta e vendere vacanze tutto l&#8217;anno. Altre ragioni che ne spiegano il successo risiedono nella varietà delle proposte, con tantissime destinazioni, proposte commerciali flessibili, un numero crescente di porti di imbarco.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista delle novità cantieristiche, il mercato è in attesa della consegna, tra il 2010 e il 2012, di 25 nuove navi da crociera per quattordici diversi armatori. Se si guarda alle movimentazioni, fra i primi trenta porti a livello mondiale risultano ben sei porti del Mediterraneo: Barcellona, Civitavecchia, Venezia, Pireo, Napoli e Palma de Mallorca.<br />
A bordo dei nuovi gioielli del mare, che raggiungono il costo medio di 365 milioni di euro, i crocieristi troveranno svaghi sempre più sofisticati (casinò, cinema, discoteche, giochi elettronici e impianti sportivi), occasioni di shopping, migliori tecnologie e comfort all’interno delle cabine.</p>
<p style="text-align: justify;">Come resistere quando si può avere tutto in un&#8217;unica formula!</p>
<p style="text-align: right;">Giulia Ferioli</p>
<p style="text-align: left;">La foto è stata tratta da: <a href="http://www.flickr.com/photos/lrosa/">http://www.flickr.com/photos/lrosa/</a></p>



Condividi:


	<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1877&amp;t=Il%20business%20delle%20crociere%20non%20conosce%20crisi" title="Facebook"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/facebook.png" title="Facebook" alt="Facebook" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=edit&amp;bkmk=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1877&amp;title=Il%20business%20delle%20crociere%20non%20conosce%20crisi" title="Google"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/googlebookmark.png" title="Google" alt="Google" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="mailto:?subject=Il%20business%20delle%20crociere%20non%20conosce%20crisi&amp;body=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1877" title="E-mail this story to a friend!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/email_link.png" title="E-mail this story to a friend!" alt="E-mail this story to a friend!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="https://favorites.live.com/quickadd.aspx?marklet=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1877&amp;title=Il%20business%20delle%20crociere%20non%20conosce%20crisi" title="Live"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/live.png" title="Live" alt="Live" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1877&amp;t=Il%20business%20delle%20crociere%20non%20conosce%20crisi" title="MySpace"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/myspace.png" title="MySpace" alt="MySpace" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="javascript:window.print();" title="Print this article!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/printer.png" title="Print this article!" alt="Print this article!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1877" title="Technorati"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/technorati.png" title="Technorati" alt="Technorati" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/home?status=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1877" title="TwitThis"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/twitter.gif" title="TwitThis" alt="TwitThis" class="sociable-hovers" /></a>


<br/><br/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tempovissuto.it/?feed=rss2&amp;p=1877</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ålesund, perla Liberty norvegese</title>
		<link>http://www.tempovissuto.it/?p=1873</link>
		<comments>http://www.tempovissuto.it/?p=1873#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 10:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[alesund]]></category>
		<category><![CDATA[Apotekergata]]></category>
		<category><![CDATA[art nouveau]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Jugendstil Senteret]]></category>
		<category><![CDATA[kirke]]></category>
		<category><![CDATA[Kirkegata]]></category>
		<category><![CDATA[norvegia]]></category>
		<category><![CDATA[stile liberty]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi & Turismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempovissuto.it/?p=1873</guid>
		<description><![CDATA[<img align="left" src="http://www.tempovissuto.it/images/news/newsago010/anteprima/3.jpg">A nord dei principali fiordi norvegesi, dove la costa è frastagliata e la terra si disperde tra mille isolotti, si affaccia sul freddo Mare di Norvegia un inaspettato gioiello dell’Art Nouveau.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>A nord dei principali fiordi norvegesi, dove la costa è frastagliata e la terra si disperde tra mille isolotti, si affaccia sul freddo Mare di Norvegia un inaspettato gioiello dell’Art Nouveau.</em><br />
  </p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 463px"><img src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/alesund/1.jpg" alt="Vista di Ålesund" width="453" height="309" /><p class="wp-caption-text">Vista di Ålesund</p></div>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Ålesund, porticciolo a nord della regione dei fiordi, mi accoglie male. Le strade centrali della cittadina abbondano di sensi vietati e parcheggi per soli residenti, piove e soffia un vento freddo dal mare. Il grigiore mi vela gli occhi e offusca la bellezza della cittadina. Mi avevano anticipato la particolarità di Ålesund, ma lo Jugendstil che ne caratterizza le architetture mi appare essenziale sino all’inesistenza.<br />
Lungo la <strong>Apotekergata</strong> spicca come un fiore all’occhiello lo <strong>Jugendstil Senteret</strong>, il museo dedicato all’Art Nouveau di Ålesund, nell’edificio della vecchia farmacia (<em>Apothek</em>).</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 468px"><img src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/alesund/2.jpg" alt="Oggetti in stile Liberty " width="458" height="287" /><p class="wp-caption-text">Oggetti in stile Liberty </p></div>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">
La palazzina in stile Liberty si lascia scrutare e mi calamita a sé; così scopro che è sopravvissuto all’incendio del 1904, con le sue stanze e il suo arredo originari, <strong>prezioso lascito di gloriosi anni</strong> per la società europea. I banconi dell’ingresso in legno decorato, le nicchie sulle pareti che espongono albarelli e piatti decorati, la sala da pranzo con il suo tavolo approntato alla borghese cena di inizio Novecento, il profumo di caldo legno dalle forme vegetali&#8230; come dentro a una potente macchina del tempo, vengo proiettata cent’anni addietro. Vetrine contenenti oggetti di uso quotidiano, ceramiche dagli smalti brillanti, vetri colorati alla Gallé, soprammobili e piatti con motivi floreali illudono la mia cognizione del presente e mi aggiro appagata, il pavimento in legno scricchiolante sotto i miei passi, osservando pareti dai decori orientali, schienali di sedie e poltrone dal design curvilineo. Un filmato sulla storia della città e dell’Art Nouveau in Europa definisce meglio i contorni di quel passato, sollecita la mia volontà di stabilire un contatto con una realtà perduta.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 470px"><img src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/alesund/3.jpg" alt="Facciata di edificio" width="460" height="276" /><p class="wp-caption-text">Facciata di edificio</p></div>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Appena un secolo, appena poche generazioni mi separano da tutto quel fermento culturale. Dov’è finito? Con quale armonia tutto è stato costruito per poi crollare rapidamente sotto i colpi di un secolo bellicoso… C’erano germi di me in quei volti ripresi cent’anni fa, germi del mio presente, i miei avi, tutto così moderno, così fiducioso…<br />
La <strong>città ricostruita in Jugendstil dopo l’incendio di inizio Novecento</strong>, sulla scia del gusto imperante in tutta Europa, si svela finalmente ai miei occhi. Lascio il centro e ho l’epifania  di tanta arte lungo le strade principali. Sulle facciate dei palazzi i miei occhi scorgono adesso i dettagli dell’Art Nouveau scandinava: fregi, stucchi dalle forme e linee curve, a imitare una vegetazione che proprio lì, nel Nord Europa, stenta a mostrarsi.<br />
Insiste la pioggia, delicata ma fitta, mentre cammino lungo le tranquille vie del centro su cui si affacciano i deliziosi palazzi. L’uno diverso dall’altro, decorati attorno alle finestre e sui frontoni. Intonaci o soltanto dettagli dai colori vivaci, ornamenti giocosi che il gusto odierno disprezzerebbe fanno apparire la città come una vetrina a uso e consumo del turista che passa; eppure questa era la vita cent’anni fa, l’apice della fiducia nel progresso, di un benessere generale. Abbasso lo sguardo e ritrovo la Ålesund di oggi, nei negozi e nei ristoranti moderni.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 477px"><img class=" " src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/alesund/4.jpg" alt="Facciata di edificio" width="467" height="276" /><p class="wp-caption-text">Facciata di alcuni edifici</p></div>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">La <strong>Kirkegata</strong>, strada lastricata dal gusto novecentesco, mi riserva un’ultima sorpresa: la <strong>Kirke</strong>, la chiesa parrocchiale della città, dalla facciata in pietra massiccia e l’aspetto romanico, sebbene anch’essa riedificata dopo l’incendio. Gli esterni in fredda pietra e le finestre come bifore emulano un passato medioevale, non tradito dagli interni sobri. All’interno, un’unica navata illuminata da altre e strette vetrate; l’altare maggiore da un lato, un pulpito per l’organo dall’altro.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 414px"><img src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/estero/alesund/5.jpg" alt="Kirke" width="404" height="289" /><p class="wp-caption-text">Kirke</p></div>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Una sobrietà nordica unita, però, a tanto calore. Sarà per il riscaldamento, per la presenza di tanto legno, tra panche e soffitto, o solo per gli sguardi sorridenti dei presenti, devo spogliarmi per prendere fiato. Mi commuove la calda accoglienza che mi riserva il pastore della chiesa, omone dall’aspetto massiccio in vena di chiacchierare di musica lirica e raccontare la storia della chiesa di cui è custode.<br />
L’enorme affresco sulle pareti attorno all’altare, in apparenza non riconducibile ad alcuno stile e dall’aspetto moderno, è opera di <strong>Enevold Thømt</strong>, stesso autore delle vetrate. Quelle del timpano sono un regalo dell’imperatore Guglielmo II, nel 1909. Mi sento navigare tra gli abbondanti <strong>motivi marittimi</strong>; barche e mare sui vetri, un piccolo modellino di una nave dondola dal soffitto. Come un buon auspicio per la ricerca della spiritualità. Ma al largo, lontano dalle terre plasmate dagli uomini.<br />
Oggi si celebra un matrimonio; un gruppo di giovani musicisti intona una piacevole canzone e mi regala l’emozione di un abbraccio musicale. Ringrazio e saluto questa calda semplicità. Fuori, piove e soffia il vento.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: right">Francesca Desiderio</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> </p>



Condividi:


	<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1873&amp;t=%C3%85lesund%2C%20perla%20Liberty%20norvegese" title="Facebook"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/facebook.png" title="Facebook" alt="Facebook" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=edit&amp;bkmk=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1873&amp;title=%C3%85lesund%2C%20perla%20Liberty%20norvegese" title="Google"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/googlebookmark.png" title="Google" alt="Google" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="mailto:?subject=%C3%85lesund%2C%20perla%20Liberty%20norvegese&amp;body=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1873" title="E-mail this story to a friend!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/email_link.png" title="E-mail this story to a friend!" alt="E-mail this story to a friend!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="https://favorites.live.com/quickadd.aspx?marklet=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1873&amp;title=%C3%85lesund%2C%20perla%20Liberty%20norvegese" title="Live"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/live.png" title="Live" alt="Live" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1873&amp;t=%C3%85lesund%2C%20perla%20Liberty%20norvegese" title="MySpace"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/myspace.png" title="MySpace" alt="MySpace" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="javascript:window.print();" title="Print this article!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/printer.png" title="Print this article!" alt="Print this article!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1873" title="Technorati"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/technorati.png" title="Technorati" alt="Technorati" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/home?status=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1873" title="TwitThis"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/twitter.gif" title="TwitThis" alt="TwitThis" class="sociable-hovers" /></a>


<br/><br/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tempovissuto.it/?feed=rss2&amp;p=1873</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tra il fiume azzurro e il Naviglio</title>
		<link>http://www.tempovissuto.it/?p=1870</link>
		<comments>http://www.tempovissuto.it/?p=1870#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 10:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[abbazia bernate]]></category>
		<category><![CDATA[auf]]></category>
		<category><![CDATA[bernate]]></category>
		<category><![CDATA[bernate ticino]]></category>
		<category><![CDATA[calendario celtico]]></category>
		<category><![CDATA[castelletto di cuggiono]]></category>
		<category><![CDATA[castrum brinate]]></category>
		<category><![CDATA[cuggiono]]></category>
		<category><![CDATA[fiume azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[guardia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[naviglio grande]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo visconti]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[ticino]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi & Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[villa clerici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempovissuto.it/?p=1870</guid>
		<description><![CDATA[<img align="left" src="http://www.tempovissuto.it/images/news/newsago010/anteprima/2.jpg">Il fiume azzurro nasconde al suo interno centinaia di tesori tutti da scoprire. Esteso alle province di Milano, Pavia, Varese e Novara, il parco offre decine e decine di percorsi, itinerari, curiosità storiche e bellezze naturali. 
Oggi mi trovo a Bernate Ticino in un breve itinerario verso Castelletto di Cuggiono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Il fiume azzurro nasconde al suo interno centinaia di tesori tutti da scoprire. Esteso alle province di Milano, Pavia, Varese e Novara, il parco offre decine e decine di percorsi, itinerari, curiosità storiche e bellezze naturali.<br />
Oggi mi trovo a Bernate Ticino in un breve itinerario verso Castelletto di Cuggiono.</em></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 480px"><img src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/ticino/1.jpg" alt="1.	Bernate Ticino" width="470" height="289" /><p class="wp-caption-text">1. Bernate Ticino</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Parco del Ticino</strong> è un grande parco del nord Italia che si estende lungo il fiume omonimo attraverso due regioni, la <strong>Lombardia</strong> e il <strong>Piemonte</strong>.<br />
A seconda della regione il parco si suddivide in “Parco Naturale Lombardo della valle del Ticino”, sulla sponda lombarda e “Parco Naturale del Ticino”, sulla sponda piemontese.<br />
Il parco lombardo è il più vecchio parco regionale italiano data la sua istituzione nel <strong>1973</strong> e ha un estensione di 91000 ettari sviluppati attraverso le province di Milano, Varese e Pavia; il parco piemontese ha invece un’area di 6500 ettari di area e si estende a undici comuni della provincia di Novara.<br />
Oggi mi trovo a <strong>Bernate Ticino</strong>, un piccolo comune della provincia di Milano, per intraprendere un breve itinerario lungo il <strong>fiume azzurro</strong> (così come viene chiamato il Ticino per via delle sue acque limpide), il <strong>Naviglio Grande</strong> e i tesori che questa area racchiude.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 500px"><img src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/ticino/2.jpg" alt="Abbazia di Bernate" width="490" height="267" /><p class="wp-caption-text">Abbazia di Bernate</p></div>
<p style="text-align: justify;">
Scendendo lungo la discesa che dal paese porta verso il Naviglio Grande mi ritrovo sul piccolo ponte dal quale si ha una bellissima vista con le case presenti lungo l’alzaia che riflettono i loro colori nell’acqua.<br />
Oltrepassato il ponte mi trovo davanti una strada che mi conduce direttamente in un piccolo parco dove ho una vista stupenda sull’<strong>abbazia</strong> di Bernate Ticino.<br />
Le origini della canonica risalgono addirittura al 1186 quando il Papa Urbano III, nativo di Cuggiono, abilita con bolla papale l&#8217;insediamento al &#8220;<strong>Castrum Brinate</strong>&#8221; dei più antichi canonici regolari Agostiniani Milanesi.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 493px"><img src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/ticino/3.jpg" alt="Calendario celtico" width="483" height="291" /><p class="wp-caption-text">Calendario celtico</p></div>
<p style="text-align: justify;">La <strong>chiesa di San Giorgio</strong> si presenta invece in stile seicentesco per via dei numerosi restauri. La parte residenziale della canonica invece, posta di fronte al naviglio, è chiamata <strong>Palazzo Visconti</strong>, un esempio di costruzione di transizione tra un castello e una villa rinascimentale. Vista da lontano, al tramonto, l’abbazia rievoca periodi lontani, grazie anche al silenzio della zona in cui mi trovo.<br />
Dopo una visita al luogo forse più importante della costruzione, la cripta duecentesca dove venivano chiamati a raccolta i fedeli, continuo il mio percorso verso una piccola stradina di campagna che mi da l’accesso al parco.<br />
Guidato dalla segnaletica bianca e rossa, seguo il percorso E1 che mi conduce alla visita del <strong>calendario celtico</strong>. Si tratta di un <strong>calendario arboreo</strong>, usato in questa zona dai popoli celti, basato sui tredici mesi dell&#8217;anno lunare (ciascuno di ventotto giorni) con una forte corrispondenza tra elementi come gli alberi, le lettere dell’alfabeto e, appunto, i mesi lunari.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 518px"><img src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/ticino/4.jpg" alt="La lanca di Bernate" width="508" height="290" /><p class="wp-caption-text">La lanca di Bernate</p></div>
<p style="text-align: justify;">
Al centro della radura c’è una grossa pietra tonda in granito che raffigura i tredici segni zodiacali celtici, mentre il perimetro della radura è contornato da alberi, ognuno collegato al proprio segno.<br />
La strada prosegue in maniera un po’ sconnessa e mi porta all’interno del bosco dove, passeggiando si ha l’impressione di potersi perdere da un momento all’altro, data la fitta vegetazione sempre uguale e il silenzio che si respira tutto intorno. In realtà esiste un percorso tracciato abbastanza visibile e cartelli che ci indicano la direzione.<br />
Arrivo così alla <strong>lanca</strong> (specchio d&#8217;acqua che il fiume invade nei periodi di piena) di Bernate la quale, acquisita circa vent’anni fa dal Parco del Ticino, rimessa in ordine nel rispetto dell’ambiente e dell’ecosistema circostante, è stata fatta divenire un punto di osservazione faunistico molto importante.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 480px"><img src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/ticino/6.jpg" alt="6.	Castelletto e la villa Clerici sullo sfondo" width="470" height="338" /><p class="wp-caption-text">6. Castelletto e la villa Clerici sullo sfondo</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il terreno rimane sconnesso lungo tutta la mia passeggiata e spesso rischio di inciampare tra le radici delle piante anche se la causa di caduta più frequente non è dovuta al terreno, ma alla bellezza di quello che ho intorno, che mi fa camminare sempre con gli occhi rivolti verso l’alto o verso lo scorcio successivo.<br />
Superato un piccolo ponticello in legno mi ritrovo di fronte ad una pietra dove è stata affissa una targa commemorativa: in questo punto passarono i 150 mercenari svizzeri chiamati da <strong>Papa Giulio II</strong> nell’ottobre 1505, per costituire la propria guardia del corpo. Essi giunsero a Roma nel gennaio 1506 dopo aver oltrepassato il lago Maggiore e il fiume Ticino e fu ufficialmente costituita la <strong>Guardia Svizzera</strong> del Vaticano.<br />
Tornando indietro verso il paese oltrepasso di nuovo il ponte e questa volta mi dirigo verso l’alzaia del naviglio grande, in direzione <strong>Castelletto di Cuggiono</strong>. L’alzaia è vietata ai veicoli a motore, per questo motivo si può sempre trovare qualcuno fare una passeggiata o percorrerla in bicicletta magari ascoltando un po’ di musica.<br />
Mi ci vogliono circa due chilometri per arrivare a Castelletto e durante il mio cammino penso alla grandiosità del naviglio.<br />
Può sembrare strano, ma fino all’800  il <strong>maggior porto italiano</strong> per tonnellaggio di merci è stato quello di Milano. Dal XII secolo fino ai primi del novecento i Navigli sono stati la fonte più economica per il trasporto delle merci e per l’irrigazione dei campi. Inoltre da qui passò tutto il materiale necessario alla costruzione del Duomo di Milano, a partire dal 1386.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 478px"><img src="http://www.tempovissuto.it/images/viaggi/italia/ticino/7.jpg" alt="Villa Clerici" width="468" height="279" /><p class="wp-caption-text">Villa Clerici</p></div>
<p style="text-align: justify;">Sempre collegata con il naviglio è l’origine dell’espressione “<strong>a ufo</strong>” per indicare l’ottenimento di qualcosa senza pagare. Questo perché i barconi che trasportavano merci dovevano pagare un dazio mentre gli unici esenti erano i barconi con la sigla “AUF” (<strong>Ad Usum Fabricae</strong>). Molti, approfittando della situazione, apponevano sulle loro barche questa sigla per poter passare senza pagare.<br />
Mi accorgo di essere arrivato in prossimità di Castelletto quando, dopo una curva, scorgo in lontananza un piccolo ponte in pietra dal quale, una volta saliti, si ha una vista incredibile: da una parte si può vedere il naviglio scomparire dietro la vegetazione, dall’altra si vede la bellissima <strong>Villa Clerici</strong>, residenza estiva degli antichi nobili di Cuggiono. La villa è una delle più belle presenti lungo il Naviglio e un esempio di edificio seicentesco che evoca lo splendore nobiliare di quei tempi. Purtroppo ora la villa è abbandonata e inagibile ma fra la vegetazione che la copre per metà si possono scorgere alcune delle <strong>365 finestre</strong> presenti, una per ogni giorno dell’anno.<br />
Nel parco del Ticino si possono effettuare decine e decine di itinerari, tutti molto affascinanti e pieni di storia. Il percorso tra Bernate Ticino e Castelletto di Cuggiono è uno dei più brevi ma, forse, anche uno dei più belli e pregni di interessi di ogni tipo. La tranquillità che mi sono trovato tutto intorno, il solo rumore dei miei passi che si addentravano nel bosco è stata un’esperienza unica, sicuramente da rifare al più presto per poter riprovare di nuovo quel senso di libertà che si ha nell’essere soli nella natura.</p>
<p style="text-align: right;">Francesco Longo</p>



Condividi:


	<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1870&amp;t=Tra%20il%20fiume%20azzurro%20e%20il%20Naviglio" title="Facebook"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/facebook.png" title="Facebook" alt="Facebook" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=edit&amp;bkmk=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1870&amp;title=Tra%20il%20fiume%20azzurro%20e%20il%20Naviglio" title="Google"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/googlebookmark.png" title="Google" alt="Google" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="mailto:?subject=Tra%20il%20fiume%20azzurro%20e%20il%20Naviglio&amp;body=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1870" title="E-mail this story to a friend!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/email_link.png" title="E-mail this story to a friend!" alt="E-mail this story to a friend!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="https://favorites.live.com/quickadd.aspx?marklet=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1870&amp;title=Tra%20il%20fiume%20azzurro%20e%20il%20Naviglio" title="Live"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/live.png" title="Live" alt="Live" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1870&amp;t=Tra%20il%20fiume%20azzurro%20e%20il%20Naviglio" title="MySpace"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/myspace.png" title="MySpace" alt="MySpace" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="javascript:window.print();" title="Print this article!"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/printer.png" title="Print this article!" alt="Print this article!" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1870" title="Technorati"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/technorati.png" title="Technorati" alt="Technorati" class="sociable-hovers" /></a>
	<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/home?status=http%3A%2F%2Fwww.tempovissuto.it%2F%3Fp%3D1870" title="TwitThis"><img src="http://www.tempovissuto.it/wp-content/plugins/sociable/images/twitter.gif" title="TwitThis" alt="TwitThis" class="sociable-hovers" /></a>


<br/><br/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tempovissuto.it/?feed=rss2&amp;p=1870</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
