Forse molti hanno pensati qualcosa del tipo “sono troppo impulsivo” oppure “mi arrabbio facilmente” o anche “sono un tipo poco riflessivo”, generalmente considerando queste caratteristiche come un dato di fatto, qualcosa che fa parte di noi e, che piaccia o meno, immutabile. In realtà non è così, tutti possiamo controllare la rabbia.

La rabbia nasce a causa del nostro approccio agli eventi, del nostro modo di pensare. Ma come uscirne?

Innanzi tutto dobbiamo essere consapevoli che si tratta di una reazione valutativa, legata a cosa pensiamo e non a cosa succede. Poi è fondamentale essere consapevoli della nostra reazione mentre la mettiamo in atto (ciò di cui sono consapevole lo posso controllare e cambiare).

Importante è quindi capire da quale pensiero scaturisce la reazione rabbiosa, e modificare tale pensiero cambiando la mia interpretazione degli eventi che “mi hanno fatto arrabbiare”.

Ovviamente parliamo di quel tipo di rabbia che non ci piace, quella che ci fa reagire male con le persone e vivere con ansia, non quella “positiva” che ci spinge ad agire.

Ecco un esempio:

Lucia è una ragazza che tende a reagire con rabbia in modo impulsivo. Suo figlio Paolo, di tre anni, sta per attraversare la strada, la prima reazione di Lucia è afferrarlo per un braccio e tirarlo via prima che qualche macchina lo investa. La reazione allo spavento, alla paura, sarebbe di solito di arrabbiarsi e sgridare il piccolo.

Lucia invece sta imparando a controllare la rabbia, quindi si rende conto che sta per reagire con violenza e impulsività, capisce che la sua rabbia dipende dalla paura che succeda qualcosa di male a Paolo e capisce che non ha senso arrabbiarsi con lui per un pericolo che è lui stesso a correre. Si calma, parla a Paolo e gli spiega che la strada e pericolosa, e può attraversarla solo con lei. Paolo annuisce e lei lo abbraccia.

Ricapitolando:

  1. Comprendere che la rabbia nasce da quel che penso e non da cosa accade
  2. Essere consapevole della mia reazione d’ira (per poterla controllare e gestire)
  3. Comprendere quale sia il pensiero scatenante
  4. Cambiare modo di pensare, focalizzare la nostra mente in modo più equilibrato e calmo

 

Giacomo
Giacomo
Scrivere in poche parole (ma spesso anche in molte ;)) chi siamo è sempre difficile. Io credo che sia praticamente impossibile.nnSono convinto che ognuno di noi sia in costante cambiamento, sempre in evoluzione. Noi "non siamo" in un modo o in un altro, ma "diventiamo" noi stessi giorno dopo giorno, senza mai fermarci per poter meritare un'etichetta.nnPosso dirti che mi chiamo Giacomo, che ho 30 anni, che vivo ad Anoia. Poiché concordo con Cechov, che sosteneva che l'uomo è quello in cui crede, allora il modo migliore per aiutarti a capire bene chi sono è dirti che credo in Gesù, ho fede in Dio, quindi credo nell'Amore.nnPer questo motivo mi impegno ogni giorno per offrire, gratuitamente, una mano a chiunque ne abbia bisogno. Come responsabile della sezione di crescita personale, voglio dare strumenti concreti a tutti per cambiare la propria vita in modo reale e iniziare a vivere un'esistenza felice.

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