Dopo trentacinque anni, sei film e tre Oscar, passando dal cinema alla tv fino al teatro, la leggenda del pugile Rocky Balboa rivive in un musical prodotto da Sylvester Stallone con i fratelli campioni di boxe, Wladimir e Vitali Klitschko.

Il mito di Rocky Balboa rivive in un musical

Dopo trentacinque anni, sei film e tre Oscar, passando dal cinema alla tv fino al teatro, la leggenda del pugile Rocky Balboa rivive in un musical prodotto da Sylvester Stallone con i fratelli campioni di boxe, Wladimir e Vitali Klitschko.

Il 24 marzo 1975, il manager Don King organizza un incontro di boxe tra il campione in carica Muhammad Alì e lo sconosciuto pugile Chuck Wepner. Tra gli spettatori c’è un giovane attore italo-americano, ignaro del successo che sta per travolgerlo. Un anno dopo, infatti, il regista John G. Avildsen si ritrova a dirigere un giovane ostinato e semisconosciuto, Sylvester Stallone, intento a muovere i primi passi nel mondo del cinema, sia come attore che come sceneggiatore. Il fortunato set è quello di Rocky, la cui sceneggiatura è stata scritta in tre giorni dallo stesso Stallone proprio in memoria di Chuck Wepner. Il film incassa duecentoventicinque milioni di dollari e si rivela un successo di pubblico e critica, ricevendo ben dieci nomination e vincendo tre Oscar come miglior film, miglior regia e miglior montaggio, oscurando inaspettatamente il successo di pellicole dal calibro di Taxi Driver, Quinto potere e Tutti gli uomini del Presidente. Stallone inoltre, diventa la terza persona al mondo, dopo Charlie Chaplin e Orson Welles, a ricevere nello stesso anno due nomination agli Oscar: miglior attore protagonista e migliore sceneggiatura originale.

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Nel corso degli anni la pellicola si è aggiudicata numerosi premi, record e riconoscimenti: due tra tutti, sono sicuramente il secondo posto nella classifica dei dieci migliori film sportivi di tutti i tempi e il settimo posto, riservato direttamente al personaggio di Rocky Balboa, nella classifica dei cinquanta eroi di tutti i tempi. I sequel non tardano ad arrivare: includendo il film di Avildsen, si contano ben sei pellicole dedicate al pugile italo-americano di Philadelphia. Il mito di Rocky Balboa ha realmente attraversato ogni canale del mondo dello spettacolo, passando dal cinema alla tv, fino al teatro, sempre accompagnato dall’ormai storica colonna sonora Gonna Fly Now, composta da Bill Conti. Dopotutto la musica è sempre stata il cuore di tutta la saga. Non a caso, a novembre è stata ufficializzata la notizia: Rocky Balboa approda in teatro in un musical diretto da Alex Timbers, prodotto da Stallone con i fratelli Klitschko e Stage Entertainment, il cui esordio è previsto ad Amburgo nel novembre 2012. La sceneggiatura dello spettacolo, il cui titolo è Rocky: The Musical, sarà scritta da Thomas Meehan, un veterano di Broadway. I valori che l’attore intende mettere in evidenza sono il coraggio, l’amore, l’onestà e la fede. Il tutto coronato dalle storiche colonne sonore come Eye of the Tiger o Take you back, dalle nuove melodie di Stephen Flaherty e dai testi del celebre paroliere Lynn Ahrens. L’idea di questi nuovi pugili danzanti può sembrare stravagante, ma il perché di questa scelta lo spiega direttamente Stallone: «Rocky rimane una storia d’amore. Non sarebbe mai arrivato all’ultimo round contro Apollo senza Adriana. Vedere questa storia che prende vita sul palcoscenico musicale mi rende orgoglioso. Renderebbe orgoglioso lo stesso Rocky! Per questo ho sempre pensato a Rocky come a un musical».

Giusy Del Salvatore

Foto: www.stage-entertainment.com

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