Il 36,3% degli under 40 è impossibilitato ad accendere un mutuo ed è perciò costretto all’affitto, sempre che anche questo non sia troppo caro. L’aumento del tasso di disoccupazione giovanile non è certamente d’aiuto. Secondo l’Istat, infatti, un italiano su due è senza lavoro da più di un anno.

Italia, patria di giovani senza casa

Il 36,3% degli under 40 è impossibilitato ad accendere un mutuo ed è perciò costretto all’affitto, sempre che anche questo non sia troppo caro. L’aumento del tasso di disoccupazione giovanile non è certamente d’aiuto. Secondo l’Istat, infatti, un italiano su due è senza lavoro da più di un anno.

La crisi che da mesi attanaglia la maggior parte delle nazioni europee pesa sempre più sui giovani italiani. A causa della mancanza di un lavoro stabile, la nostra è una generazione di giovani senza una casa di proprietà e perennemente costretti all’affitto. Quando anche questo risulta fuori dalla propria portata, continuare a vivere con mamma e papà è inevitabile: tentare l’impresa di andare a vivere da soli per puro senso dell’avventura è vivamente sconsigliato. Le regioni dove sempre più giovani ricorrono all’affitto sono Lombardia, Piemonte e Liguria (50%), seguite dalle regioni del Centro Italia (39,3%). Nel Nord-Est e nel Mezzogiorno, invece, si registra una maggiore incidenza di casi in cui le famiglie più giovani vivono in una casa che appartiene a un parente, di fatto appoggiandosi al patrimonio della famiglia allargata. Secondo il Censis, infatti, le famiglie con persona di riferimento fino a 40 anni vivono in affitto a prezzi di mercato nel 36,3% dei casi, contro il 13,7% delle famiglie over 40, mentre l’affitto da un ente riguarda il 2,6% delle famiglie over 40 e solo l’1,1% di quelle più giovani, che più spesso delle altre si trovano ad usufruire a titolo gratuito di una casa di proprietà di un parente (6,8%).
Ad aggravare la situazione è certamente la risposta negativa del mercato immobiliare, anch’esso in crisi. Le richieste di nuove abitazioni residenziali sono quasi inesistenti: è impossibile sostenere le spese (bollette, manutenzione, ecc.) e le banche non sostengono, dunque non finanziano i giovani in condizioni lavorative precarie per non correre il rischio di insolvenza. Conseguenza? Addio mutui e visto che neanche le spese per l’affitto sono alleviate dai finanziamenti pubblici, si resta a casa costretti ad appoggiarsi malvolentieri al patrimonio familiare.
L’appello del direttore del Censis, Giuseppe Roma, è chiarissimo: «La domanda dei giovani e dei nuovi nuclei familiari alimenta sempre meno il mercato della casa. Ecco perché è urgente prospettare un’offerta di abitazioni di proprietà che incontrino le esigenze delle nuove generazioni». Il direttore fa inoltre riferimento ad alcuni modelli che possono essere validi esempi da prendere come punto di riferimento per i giovani italiani. Tra questi uno sguardo particolare è rivolto alla soluzione attuata in Francia e in Inghilterra, dove ai giovani si propongono case con contratto d’affitto calmierato. Questo significa una minore durata del contratto, ma con l’agevolazione di alcuni risparmi fiscali.
La disoccupazione giovanile è al momento una vera e propria piaga per la nazione. La speranza è quella che vengano attuate politiche e iniziative capaci di garantire una casa e un lavoro, per non incorrere nel rischio di catapultare i ragazzi in quell’economia sostenuta dal lavoro nero e dai guadagni facili, che in momenti di disperazione è capace di attrarre e trarre in inganno con futili promesse.

Giusy Del Salvatore

Foto: http://www.flickr.com/photos/lorensand/528467309/

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