L’Italia vittima della mancanza di fondi

Dal premio Nobel per la medicina alla tragica realtà che attanaglia gli uomini di scienza italiani (e non solo) impossibilitati a portare avanti la ricerca scientifica esclusivamente per mancanza di fondi. Il web 2.0 propone il crowd-funding, un finanziamento online che salverà la ricerca. (Foto: Flickr cc sanofi-pasteur)

Una delle maggiori problematiche italiane è sicuramente la perenne carenza di fondi da destinare alla ricerca scientifica e tecnologica, ma anche a numerosi progetti pubblici e sociali. Purtroppo, questa è la sorte che tocca a tanti progetti di cui l’Italia inizialmente fa parte, per poi essere vergognosamente costretta ad allontanarsi, rinunciando silenziosamente ad ogni possibile merito. Di qui ci si collega facilmente al fenomeno dei “cervelli in fuga”: brillanti e giovani menti che ogni anno si allontanano da un Paese che non finanzia adeguatamente l’istruzione, la ricerca, le opere pubbliche e altre importanti attività. Uno fra tutti è certamente Renato Dulbecco (1914-2012) medico italiano famoso in tutto il mondo per aver identificato il meccanismo d’azione dei virus tumorali, scoperta per cui è stato insignito del Premio Nobel per la medicina nel 1975. Sbarcato oltreoceano nel 1960, infatti, ottiene una cattedra al California Institute of Technology (Stati Uniti). È proprio qui che osserva l’induzione dei tumori da parte di una famiglia di virus – che soprannomina “oncogeni” – che si insinuano nel Dna fino a diventarne parte integrante, scombussolandone il funzionamento e concependo per la prima volta il tumore come malattia scatenata da un difetto del Dna. Dulbecco prende parte all’importantissimo Progetto Genoma Umano (che permette la mappatura completa del Dna umano) nel 1987 e, dopo lunghi anni di assenza, torna appositamente in Italia per coordinare i 29 gruppi di ricercatori impiegati nella sezione italiana dell’impresa. Nel 1995, però, il progetto si arena per mancanza di fondi pubblici.
Questo è solo uno dei gravi episodi in cui l’Italia è costretta a interrompere una possibile corsa verso il successo, senza ricevere né meriti né riconoscimenti. Nel 2002, per esempio, è stato arrestato lo sviluppo del Progetto Finalizzato Biotecnologie poiché i fondi stanziati non erano sufficienti allo svolgimento delle attività di ricerca. Per chi non lo sapesse, inoltre, il Servizio Civile Nazionale rischia di scomparire a causa di un taglio del 77% operato sul budget dei fondi destinati al finanziamento. E ancora, il presidente della Federazione Italiana del turismo sociale (Fitus) Benito Perli ha annunciato la fine della distribuzione dei Buoni Vacanze che per anni hanno consentito l’accesso al turismo ai pensionati e alle persone/famiglie disagiate. Al momento, la cronica mancanza di fondi rappresenta uno dei principali problemi che impedisce l’avanzamento di numerosi progetti sociali ma soprattutto della ricerca scientifica e tecnologica italiana. Proprio per evitare questa piaga perenne, il network italiano Scienza2.0 ha suggerito una possibile strategia per invertire questa tendenza: consentire al pubblico di finanziare direttamente i progetti di ricerca, utilizzando le nuove tecnologie messe a disposizione dal Web 2.0. La celebre rivista Science, infatti, ha accettato di pubblicare una lettera in cui i redattori del network spiegano dettagliatamente le modalità del crowd-funding, questa nuova tecnica di finanziamento già utilizzata con successo per supportare imprese creative di varia natura, dallo sviluppo di software alla produzione di film e album musicali. A breve, infatti, assisteremo alla nascita di Open Genius, un portale web che consentirà ai donatori di finanziare i progetti di ricerca e seguirne i progressi passo dopo passo. Non ci resta che aspettare e sperare che, almeno per questo, i fondi non manchino.

 Giusy Del Salvatore

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